martedì 9 febbraio 2010

A cosa credere?

Dal titolo potrebbe sembrare che io abbia intenzione di parlare di mafia e pentiti. Chi ha pensato così rimarrà deluso. Parliamo di tasse. Riporto fedelmente tre titoli di una famosa testata, rispettivamente del 14 e del 22 Gennaio e del 6 di Febbraio di quest'anno:

14 Gennaio: Tasse, il Premier: "Non c'è la possibilità di ridurle". (1)
22 Gennaio: Berlusconi: "Crisi, ma tasse non salite". (2)
6 Febbraio: Berlusconi: "Tasse abbassate anche con la crisi". (3)

Per correttezza nei vostri confronti ho preso i tre articoli dallo stesso giornale e più precisamente da questi link: 1 2 3. Ho scelto "Il Giornale" per zittire sul nascere tutte le eventuali polemiche che potrebbero arrivare da qualche popolibertino che passa di qua per caso, o per errore.

Dal punto di vista cronologico le affermazioni potrebbero anche essere accettabili. Non sto neanche lì a verificare la veridicità delle affermazioni del premier. Quello su cui voglio soffermarmi è la confusione che determinate affermazioni, susseguendosi, possono procurare in chi ascolta le notizie. Questo è solo un piccolo esempio. Sminuire l'accaduto e liquidarlo come una semplice mancanza di coerenza non sarebbe da me e da buon "seminatore di odio" mi interrogo e cerco di darmi delle risposte. Secondo me questi avvenimenti mediatici servono soltanto per alimentare la mancata percezione della verità e fare in modo che le persone credano a ciò che fa loro più comodo senza più ricercare la notizia vera e distinguerla da quella falsa.

Dov'è la verità?
Come al solito, passo a voi la palla.

mercoledì 3 febbraio 2010

MINGHIATE


Riprendo un titolo caro ai vari "Libero" e "il Giornale".

In questi giorni si sta assistendo allo sputtanamento - a reti unificate, o quasi - di tutti gli avversari, diretti e indiretti - del Premier. La D'Addario viene additata come una prostituta al soldo di non-si-sa-quale organismo sovversivo (a chi importa, poi, che fosse stata candidata nelle liste de "La Puglia prima di tutto" alle ultime comunali di Bari), e il suo raccontino è semplicemente fango gettato sul povero Volto Infrangibile di Silvio. Michiate: anzi, puttanate, come hanno sottolineato i giornali vicini al Cavaliere. O, come direbbe Totò, "quisquilie, pinzellacchere": il Principe della Risata sarebbe stato sicuramente più signorile.

Sono convinto che gli italiani dimenticheranno in fretta la signorina D'Addario, non faranno più caso né all'infedeltà coniugale del Premier (un "fatto privato" in cui Berlusconi è l'ignaro "utilizzatore finale") né tantomeno al mercimonio politico - il "ciarpame", tanto per capirci, ventilato dalla signora Veronica - che prevede candidature in cambio di sesso, con tutti i rischi di ricattabilità che questa situazione porta. Mi viene in mente una vecchia canzone di Fabrizio De André "è mai possibile o porco d'un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane?".


Il secondo punto del lavafaccia berlusconiano riguarda le storie di mafia, più volte definite "minchiate" dal sig. Marcello Dell'Utri. Qui sarà più difficile forzare la memoria degli italiani, anche se gli eroici tentativi da parte di Dell'Utri & co. non mancano. Riassumiamo:

--- "Il fattore Vittorio Mangano (condannato all'ergastolo, ndr), condannato in primo grado all'ergastolo, è morto per causa mia. Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo." (2008)

--- "Spatuzza (un pentito ritenuto attendibile) ha interesse a buttare giù il governo che gli lotta contro. Spatuzza non è un pentito dell'antimafia, ma della mafia. Sono tranquillo ma assisto ad uno spettacolo incredibile. Mi sento a teatro, ma il protagonista-imputato non sono io, è un altro". (2009)

--- "Mangano era un fattore venuto ad Arcore nel '74, ho spiegato bene come è venuto e cosa ha fatto. Era stato un anno con me perchè lavorava nella villa di Berlusconi e non potevo non riceverlo quando tornava. È venuto fuori dopo che aveva odore di mafia, non potevo saperlo [...] ripeto che è stato eroico il suo comportamento, Non so se avrei fatto lo stesso- In carcere, ammalato, fu invitato a parlare di Berlusconi e di me in maniera non positiva, non ha detto nulla, solo che eravamo due persone per bene, anche se gli era stato promesso di uscire" (2009)

--- "Sono meravigliato della dignità e della compostezza di questo signore (Filippo Graviano, un mafioso che non ha nessuna intenzione di pentirsi, ndr). Nel guardarlo ho avuto l'impressione di dignità da parte di uno che si trova in carcere e ha delle sofferenze" (2009)


--- (a proposito delle dichiarazioni di Ciancimino jr.) "Non mi interessa..tanto quello che dice un Ciancimino, che è un falso Ciancimino, perchè quello vero era il padre (Don Vito Ciancimino, condannato a 13 anni per concorso esterno in associazione mafiosa) che non ha mai detto niente"

Ricordo a tutti che è in discussione una legge stermina-pentiti (o salva-Dell'Utri, fate voi).

Sono davvero tutte "minchiate"? Ne siamo convinti?

martedì 19 gennaio 2010

LETTERA A PAOLO

Caro Dott. Borsellino,
ieri è ricorso il suo compleanno, avrebbe compiuto 70 anni. Mi fa impressione il fatto che lei sia stato assassinato ancora giovane, avendo lei, nel 1992, l'età che ora ha mio padre: il suo modo di lavorare, il suo esempio, la facevano sembrare molto più "anziano", e agli occhi di un bambino di 10 anni lei appariva un "adulto", ma di quelli "adulti proprio".

Aveva solo 52 anni: in tanti altri contesti, a quell'età si è molto poco. In politica, ad esempio, abbiamo capi di Stato e di Governo che veleggiano tra i 70 e gli 80 anni abbondanti: a giudicare la situazione attuale, è evidente che la saggezza e la maturità non si misurano con la carta d'identità.

Se solo quel pomeriggio maledetto di luglio di 18 anni fa non fosse successo nulla, chissà come sarebbero oggi, le cose, in questo Paese. Invece, mi trovo a raccontarle una storiella italiana, dai contorni un po' bizzarri.

Si ricorda di Bettino Craxi? Quello scappato ad Hammamet, condannato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti? Quello condannato a 28 anni di reclusione in totale, con sentenze passate in giudicato, alla faccia delle toghe rosse?

Anche lui è morto, come tocca a tutti noi, prima o poi, ma da contumace, non certo da eroe. Ha infranto la Legge, e la Legge lo ha punito puntualmente. Lui, sentendosi braccato, ha deciso di scappare - all'epoca le leggi ad personam non erano ancora di moda - facendosi beffa dei nostri codici giuridici.

Sa che l'amichetto di Bettino è Capo del Governo?

Sa che è in corso un quotidiano pellegrinaggio Italia - Tunisia?

Sa che è fatto passare per "capro espiatorio" da quelli come lui?

Sa che quasi ogni parte politica ha ricordato lo statista e il politico, tralasciando il resto?

Sa che il presidente Napolitano ha inviato una lettera alla vedova, in cui si fa riferimento alla "particolare durezza" con cui la legge colpì Craxi?

Sa che i pm di "Mani Pulite" ora vengono classificati come "toghe rosse" e ritenuti responsabili del crollo della Prima Repubblica, guidati da una non meglio precisata "entità" sovversiva?

Sa che il decennale della scomparsa di Craxi ha riportato a galla il tema del presunto squilibrio tra potere giudiziario e potere politico? Strano, perché ciò significherebbe che, ad ogni anniversario della morte sua e della sua scorta, si dovrebbe parlare della Procura di Enna sotto organico, o di altre situazioni simili.

Sa, infine, che il sindaco di Milano, Letizia Moratti, vuol dedicare a questo prode uomo di Stato una via/piazza/parco/stazione metropolitana/rifugio per cani abbandonati?

Mi chiedo cosa apporranno sotto il nome, come appellativo.

"Statista"? "Politico"? "Ladro"? Quale tra le tre opzioni è meno imbarazzante?

Lo statista ed il politico hanno operato in qualche maniera (il taglio della "scala mobile" e la promozione del referendum sul nucleare sono stati passi importanti), il corruttore ha operato contemporaneamente in altra maniera, facendo schizzare - a causa del sistema clientelare messo in piedi all'epoca della "Milano da bere" - il debito pubblico dal 70 al 120% del P.I.L. in pochi anni.

Situazione gravissima, della quale gli italiani stanno ancora pagando gli effetti, tra l'altro.

Credo, caro Signor Giudice, che Bettino Craxi debba essere rispettato, concedendogli il tributo che si deve ad ogni defunto, e che venga ricordato per ciò che è stato: uno statista - o un politico -Corrotto. Il paradigma del politico da Prima Repubblica, ed anche da Seconda, viste le facce che oggi popolano Parlamento e Governo.

Invece gli si tributa ogni sorta di onore. Mentre di lei, e di tutti gli altri martiri della lotta alla mafia, ci si ricorda solo in poche occasioni, e magari accostati solo ai vari Spatuzza e Graviano.

Chissà, se lei oggi fosse vivo, sarebbe considerato una "toga rossa" da isolare... o, forse, quelli che ora urlano al complotto, ogni volta che si parla di un loro problema giudiziario, starebbero nelle patrie galere.

Ah, dimenticavo: in Italia, secondo alcuni (l'attuale Presidente del Consiglio e il co-fondatore di Forza Italia, confluito poi nel Popolo della Libertà), anche i mafiosi come Vittorio Mangano sono eroi. Meno male che Mangano non è mai stato candidato in un partito, altrimenti sarebbe diventato anche lui un eroico statista.

Ora la saluto, e scusi il disturbo.

Buon Compleanno.

Indignazione ad orologeria

Ho aspettato un po' prima di scrivere questo post, per diversi motivi. Volevo parlare a bocce ferme dell'argomento. Non so se qualcuno di voi si ricorda cosa successe su internet, specialmente su facebook dopo l'aggressione al premier; proliferarono numerosi gruppi di "sostegno" a Massimo Tartaglia e questo fece infuriare il governo, nella persona del ministro Maroni, che annunciò pugno duro, con annesse minacce di chiusura, nei confronti di siti e gruppi che istigassero alla violenza.
Nei giorni successivi all'accaduto le battute da parte degli utenti facebook si sono sprecate e secondo me sono servite a stemperare la tensione del brutto episodio accaduto. Ho potuto notare che alle varie affermazioni, più o meno spiritose, qualcuno rispondeva in maniera altrettanto spiritosa e qualcun'altro ammoniva perché "non si mostrava rispetto". Premesso che questo blog condanna la violenza in tutte le sue forme, volevo soffermarmi su come l'indignazione sia scoppiata e scoppi solo quando lo schifo della rete ha colpito e colpisce il premier. Dopo "l'aggressione" al Papa in vaticano alcuni utenti facebook non si sono trattenuti nel fare battute spiritose  (qualcuno ha addirittura decretato che fosse calcio di  rigore...papale papale...) ma dell''indignazione e del richiamo al rispetto dei sostenitori del partito dell'amore non c'è stata traccia.
Mentre scrivo sono davanti a gruppi facebook come "Terremoto Haiti 100.000 morti: Fottesega!!! (descrizione: lo ha voluto iddio)" o "Adotta un bambino haitiano morto" e mi chiedo: dov'è l'indignazione? Dov'è la ragionevole risposta all'imbecillità? Dov'è il pugno di ferro del ministro Maroni?
Perché nessuno, non dico un ministro, ma almeno una fonte autorevole di informazione non parla di questi episodi? Sicuramente si tratta di pochi isolati imbecilli ma questo non è un buon motivo per chiudere gli occhi. E' vero che, grazie alla numerose segnalazioni degli altri utenti facebook, tali gruppi vengono chiusi per mano degli amministratori, ma questo, secondo me, non sminuisce il fenomeno visto che poi gruppi dello stesso stampo nascono in maniera continuata.
Dite la vostra.

venerdì 15 gennaio 2010

TROVATE LE DIFFERENZE




... buon anno (e scusate il ritardo).

A seguito del terribile terremoto che ha sconvolto Haiti, vi invitiamo ad agire.

Grazie

giovedì 24 dicembre 2009

Tanti Auguri

Gli Abbronzati vi augurano un felice Natale.

Un augurio particolare a tutti coloro che passeranno il natale in condizione di difficoltà come le persone che all'Aquila passeranno il primo natale dopo il sisma ed agli operai di Termini Imerese che stanno lottando per il loro posto di lavoro.

domenica 20 dicembre 2009

SE QUESTO E' UN UOMO


Si è appena conclusa una settimana dura, per la civiltà in Italia. Partendo dal discorso già affrontato dell'aggressione (deprecata in tutte le salse, anche da noi su queste pagine) al Premier, si è scatenata una "caccia alle streghe", nel tentativo di dare un nome e un cognome a colui il quale ha armato la mano di Tartaglia con un "eburneo duomino".

I teoremi accusatori - una volta tanto usiamo una locuzione coniata in quel di Arcore, permettetecelo - hanno "dimostrato" che, tra gli altri terroristi mediatici, mandanti morali dell'aggressione a Berlusconi, Marco Travaglio sia una sorta di "primus super pares" (qui ci viene in aiuto il maestro Ghedini).

Bene, Marco Travaglio è stato paragonato a questi figuri qua:







N. A. R. e B. R. per par condicio, e terrorismo internazionale perché ormai siamo in un mondo globalizzato.

Marco Travaglio, secondo l'eminente esponente del P2L, Fabrizio Cicchitto, sarebbe paragonabile, a causa delle sue dichiarazioni contra-premier, alla Lioce, a Bin Laden, a chi si fa saltare in aria quotidianamente in Medio Oriente.

Personalmente credo sia "solo" un giornalista che esercita il diritto/dovere di cronaca, e, prima che un professionista, un uomo al quale va la mia personale e modestissima solidarietà, oltre che a quella degli abbronzati, che nel loro piccolissimo e nel limite delle loro capacità sostengono la libera informazione (senza pretesa di fare informazione, come scritto nel primissimo post).

Fa pensare che il recente premio per la libertà di stampa, consegnato dal DJV (l'associazione dei giornalisti tedeschi, la più grande associazione giornalistica europea, mica cotica), sia stato vinto, in precedenza, da un giornalista serbo e da un collega russo, provenienti quindi da Paesi in cui la libertà di stampa non è certo una verità matematica.

Giusto per riassumere, in Serbia, appena dieci anni fa, infuriava la guerra, ed il mestiere del giornalista era piuttosto rischioso. In Russia, si sa, i giornalisti scomodi vengono fatti fuori da non si sa chi, e la povera Anna Politkovskaja è solo la punta di questo triste iceberg.

Marco Travaglio, quindi, vince un premio generalmente assegnato a giornalisti che operano in paesi "ai bordi" della democrazia, volendo usare un eufemismo, e vengono spesso uccisi, volendo essere realisti. Qui in Italia i pochi giornalisti non ancora asserviti al potere campano, ma vengono screditati in pubblico ed additati come terroristi/fomentatori/seminatori di odio: sappiamo che, secondo la prassi italiana, l'isolamento è l'anticamera dell'omicidio. Eccone un esempio:



E' successo così per Falcone, è successo così per don Diana (si diceva che andasse a prostitute) e don Puglisi, è successo così per Peppino Impastato, il cui omicidio fu camuffato da "fallito attentato terroristico" nella cui preparazione Impastato presumibilmente perse la vita.

Dobbiamo aspettare che Travaglio faccia la stessa fine, per chiamarlo eroe?

venerdì 18 dicembre 2009

Ringraziamenti

Oggi non scriveremo nulla. Sottrarremo un paio di minuti del vostro prezioso tempo per ringraziarVi.
RingraziarVi perchè siete in tanti a seguirci.
RingraziarVi perchè abbiamo superato le 5000 visite grazie a Voi.
RingraziarVi perchè molti di Voi sono nostri amici su Facebook.
RingraziarVi perchè non ci fare sentire soli, perchè siamo contenti che ci sia tanta gente che la pensa come noi.
RingraziarVi perchè è solamente grazie a Voi che avvertiamo che qualcosa sta lentamente cambiando e che ci fa sperare bene per il futuro.
E ringraziandoVi Vi diamo anche la possibilità di scegliere insieme a noi il titolo della nuova rubrica che abbiamo in mente; una rubrica in cui citeremo testualmente quello che i nostri rappresentanti, parlamentari e non, proferiscono.
A tale ragione troverete sulla destra della homepage un sondaggio. Se avete un titolo che non è tra quelli da noi proposti, potete segnalarcelo qui commentando il post.
Grazie a tutti


mercoledì 16 dicembre 2009

Da che pulpito..

Pare che adesso la colpa dell'attentato al premier, secondo quello che ha sostenuto ieri a Montecitorio l'On. Cicchitto, tessera P2 2232, sia da addebitare al Gruppo Repubblica-Espresso, ad Annozero, al "terrorista" Travaglio, all'On. Di Pietro e via dicendo. Tutti colpevoli di seminare odio e di aver imbarbarito il clima politico negli ultimi anni.
Non per giustificare chicchessia (ribadiamo ancora una volta di essere fermamente contrari a qualsiasi manifestazione di violenza e di condannare senza se e senza ma ciò che è avvenuto la scorsa domenica ai danni di Silvio Berlusconi) o per fare la gara a chi ne ha sparate di più, avevamo pensato di raccogliere le frasi più eclatanti che dal centrodestra sono state urlate agli avversari politici degli ultimi 15 anni.
Questa operazione è già stata fatta dal quotidiano "Il Fatto Quotidiano", e noi ci limiteremo a riportare quanto pubblicato oggi.
Perchè chi oggi attacca le campagne d'odio, ammesso che ci siano, non deve dimenticare quando le offese erano scagliate proprio da loro.
Il pulpito da cui parte la predica ci si augura sempre che sia limpido.

"Il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ieri ha spiegato in Parlamento che dal 1994 è in corso in Italia "una campagna d’odio" contro Silvio Berlusconi. Fortunatamente il premier è intervenuto subito e dall’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato dopo la vergognosa e ingiustificabile aggressione subita domenica sera, ha ricordato che "l’amore vince sull’odio". Lo dimostrano, tra l’altro, le centinaia di interventi suoi e di esponenti del centrodestra che negli ultimi 15 anni sono sempre stati improntati al buon senso e alla moderazione. Ecco dunque una necessariamente breve antologia delle migliori frasi di quello che potrebbe essere chiamato il Partito dell’Amore.

Il bon ton con gli avversari
"Veltroni è un coglione" (Berlusconi, 3/9/95). "Veltroni è un miserabile" (Berlusconi, 4/4/2000). "Giuliano Amato, l'utile idiota che siede a Palazzo Chigi" (Berlusconi, 21/4/2000). "Prodi? Un leader d'accatto (Berlusconi, 22/2/95). "La Bindi e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare di notte" (Berlusconi, 29/9/96). "Prodi è la maschera dei comunisti" (Berlusconi, 22/5/2003). "Prodi è un gran bugiardo pericoloso per tutti noi" (Berlusconi, 21/10/2006). "Prima delle elezioni ho potuto incontrare due sole volte in tv il mio avversario, e con soli due minuti e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e alle stronzate che diceva Prodi". (Berlusconi alla scuola di formazione politica di Forza Italia, 2 luglio 2007)."Con Prodi a Palazzo Chigi è giusto dire: piove governo ladro" (Berlusconi, 10/4/2008). “Il centrosinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas” (Berlusconi, 4/4/2000)."Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò" (inaugurando la presidenza italiana dell’Unione europea e rispondendo a una domanda del capogruppo socialdemocratico, il tedesco Martin Schulz, sul conflitto d’interessi, 2 luglio 2003). "Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la sinistra andasse al governo l’esito sarebbe questo: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo (Berlusconi, 17/1/2005).

Il rispetto per gli elettori
“Lei ha una bella faccia da stronza!” (alla signora riminese Anna Galli, che lo contestava, 24/7/ 2003).“Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot” (Berlusconi, 14 dicembre 2005). "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse" (discorso di Berlusconi davanti alla Confcommercio il 4/4/2006). “Le nostre tre “I”: inglese, Internet, imprese. Quelle dell’Ulivo: insulto, insulto e insulto” (27/5/2004).

L'armonia con gli alleati Berlusconi
“Parliamo della par condicio: se non abbiamo vinto le elezioni, caro Follini, è colpa tua che non l’hai voluta abolire”. Follini: “Io trasecolo. Credevo che dovessimo parlare dei problemi della maggioranza e del governo”. Berlusconi: “Non far finta di non capire, la par condicio è fondamentale. Capisco che tu non te ne renda conto, visto che sei già molto presente sulle reti Rai e Mediaset”. Follini: “Sulle reti Mediaset ho avuto 42 secondi in un mese”. Berlusconi: “Non dire sciocchezze, la verità è che su Mediaset nessuno ti attacca mai”. Follini: “Ci mancherebbe pure che mi attacchino”. Berlusconi: “Se continui così, te ne accorgerai. Vedrai come ti tratteranno le mie tv”. Follini: “Voglio che sia chiaro a tutti che sono stato minacciato” (Discussione con l’Udc Marco Follini, secondo i quotidiani dell’11 luglio 2004).

La sacralità delle toghe
“I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana... Se fai quel mestiere, devi essere affetto da turbe psichiche” (Berlusconi, The Spectator, 10/9 2003). “In tutti i settori ci possono essere corpi deviati. Io ho una grandissima stima per la magistratura, ma ci sono toghe che operano per fini politici. Sono come la banda della Uno bianca” (Berlusconi, dopo l’arresto del giudice Renato Squillante, 14/5/96. Ma il riferimento è per quelli che l’hanno arrestato). “I Ds sono i mandanti delle toghe rosse. Noi non attacchiamo la magistratura, ma pochi giudici che si sono fatti braccio armato della sinistra per spianare a questa la conquista del potere” (Berlusconi, 1/12/99). “I giudici di Mani Pulite vanno arrestati, sono un’associazione a delinquere con licenza di uccidere che mira al sovvertimento dell’ordine democratico” (Vittorio Sgarbi, “Sgarbi quotidiani”, Canale5, 16/9/94).“Gian Carlo Caselli è una vergogna della magistratura italiana, siamo ormai in pieno fascismo: si comporta come un colonnello greco, in modo dittatoriale, arbitrario, intollerante. I suoi atti giudiziari hanno portato alla morte” (Vittorio Sgarbi, 8/12/94). “Nelle mie televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi, perchè noi siamo liberali” (Berlusconi, 21/ 5/2006). "Silvio Berlusconi, durante l'ufficio di presidenza del Pdl ancora in corso, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, ha parlato di una vera e propria persecuzione giudiziaria nei suoi confronti , che porta il paese sull'orlo della guerra civile" (Ansa, 29/11/09)

La fiducia nella democrazia
"Si è messo mano all’arma dei processi politici per eliminare l’opposizione democratica. Non siamo più una democrazia, ma un regime. Da oggi la nostra opposizione cessa di essere opposizione a un governo e diventa opposizione a un regime" (Berlusconi, dopo una condanna in primo grado tangenti, 8/8/98). “La libertà non si può più conquistare in Parlamento, ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione. Senza la devoluzione, da qui possono partire ordini di attacco dal Nord. Io sono certo di avere dieci milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà” (Umberto Bossi al “parlamento padano”, presente Berlusconi, Ansa, 29/9/2007). "Boicotteremo il Parlamento, abbandoneremo l’aula, se necessario daremo vita a una resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia” (Berlusconi, 3/3/95). "In Italia c’è uno Stato manifesto, costituito dal governo e dalla sua maggioranza in Parlamento, e c’è uno Stato parallelo: quello organizzato in forma di potere dalla sinistra nelle scuole e nelle università, nel giornalismo e nelle tv, nei sindacati e nella magistratura, nel Csm e nei Tar, fino alla Consulta. Se si consentirà a questo Stato occulto di unirsi allo Stato palese, avremo in Italia un regime vendicativo e giustizialista, mascherato di legalità e ostile a tutto ciò che è privato" (Berlusconi, 5/4/2005). "Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa é la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducenti".(Berlusconi, 21/5/2009)

Il galateo istituzionale
“Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista” (Berlusconi, La Stampa, 16/1/95). "Altro che impeachment! Scalfaro andrebbe processato davanti all’Alta Corte per attentato alla Costituzione. E di noi due chi ha maneggiato fondi neri non sono certo io. D’altra parte, Scalfaro da magistrato ha fatto fucilare una persona invocandone contemporaneamente il perdono cristiano. Bè, l’uomo è questo! Ha instaurato un regime misto di monarchia e aristocrazia” (Berlusconi 18/1/95). "Io non sono in contrasto con il capo dello Stato, non ne ho nessun motivo, anzi sono un suo sostenitore convinto. Ho con lui un rapporto molto cordiale" (Berlusconi, 28/2/95). "Ma vaffanculo!" (Berlusconi, accompagnando l’insulto con un gesto della mano, mentre il presidente emerito Scalfaro denuncia in Senato il «servilismo» della politica estera del suo governo nei confronti degli Usa sull’Iraq, 27/9/2002). "Italia vaffanculo" (Tre eurodeputati leghisti, commentando in aula a Strasburgo l'intevento del presidente Carlo Azeglio Ciampi, 5/7/05). "Questi signori, che hanno vinto delle elezioni taroccate, hanno arrogantemente messo le mani sulle istituzioni: il presidente della Repubblica è uno di loro" (Berlusconi, riferendosi al presidente, Giorgio Napolitano, 21/10/06).".
Peter Gomez e Marco Travaglio
da Il Fatto Quotidiano del 16 dicembre 2009

lunedì 14 dicembre 2009

..e poi succedono queste cose

Ieri, domenica 13 Dicembre, in Piazza Duomo a Milano abbiamo assistito ad un gesto senza dubbio inqualificabile. Sia chiaro che chi scrive non condivide assolutamente questo genere di manifestazioni violente. Violenza genera violenza, si sa. E' un dato di fatto.
Sarebbe però opportuno, a bocce ferme, effettuare un'attenta analisi di ciò che è accaduto, senza tralasciare nessuna ipotesi. Vi è infatti più di qualche punto che non torna. Ma questo sarà di competenza di chi è preposto ad indagare per cercare la verità sull'accaduto. Ogni commento ed ogni ipotesi formulata dalla gente comune come noi, servirebbe solamente a buttare tutto in caciara.
E' strano però che chiunque possa avvicinarsi al premier senza problema alcuno; se l'aggressore avesse avuto in mano un'arma piuttosto che la statuina meneghina adesso staremmo parlando di omicidio, o quantomeno tentato, e non di "semplice" aggressione.
E' strano anche che la persona del premier, quarta carica della Repubblica, non venga protetta a dovere nei luoghi pubblici e affollati dove qualche testa calda potrebbe tranquillamente esserci; tempo fa nella mia città è venuto in visita il Presidente Napolitano: era impossibile avvicinarsi a meno di 5 metri.
E' un fatto disdicevole, ciò che è accaduto, degno di un popolo triviale e figlio di un clima politico certamente fuori controllo.
Clima politico che lo stesso premier non ha per nulla cercato di ammorbidire o smorzare.
Nel discorso pronunciato pochi minuti prima dell'accaduto, il primo ministro, sciorinando i soliti sondaggi, aveva nuovamente attaccato chiunque. Dalla Corte Costituzionale alla Magistratura, entrambe ree a suo avviso di cercare di delegittimare un Governo democraticamente eletto dal popolo e investito del consenso del popolo sovrano, dagli avversari politici ai militanti di sinistra, colpevoli di seminare odio mossi dall'invidia nei confronti della sua persona.
Riprendo un commento letto ieri su Facebook per concludere. " è colpa della sinistra che semina odio. e poi succedono queste cose.".
Bene, e poi succedono queste cose...