Visualizzazione post con etichetta Silvio Berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Silvio Berlusconi. Mostra tutti i post

giovedì 3 marzo 2011

Non siete stato voi - Caparezza

Non siete Stato voi che parlate di libertà come si parla di una notte brava dentro i lupanari. 
Non siete Stato voi che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari. 
Non siete Stato voi che siete uomini di polso forse perchè circondati da una manica di idoti. 
Non siete Stato voi che sventolate il tricolore come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non siete Stato voi nè il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un'udienza.
Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda ma non ne pagate mai la conseguenza.
Non siete Stato voi che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi. 
Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati andando nei salotti a fare i saltimbanchi. 
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi, uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate prese a calci come sacchi di rifiuti. 
Non siete Stato voi che mandate i vostri figli al fronte come una carogna da una iena che la spolpa. 
Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle bare per addormentare ogni senso di colpa. 
Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparai, sempre in cerca di un nemico per la lotta. 
Non siete Stato voi che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello nella grotta. 
Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi e la costituzione sotto i piedi. 
Non siete Stato voi che meritereste d'essere estirpati come la malerba delle vostre sedi. 
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure. 

Non siete Stato voi che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture. 
Non siete Stato voi che fate leggi su misura come un paio di mutande a seconda dei genitali. 
Non siete Stato voi che trattate chi vi critica come un randagio a cui tagliare le corde vocali. 
Non siete Stato voi , servi , che avete noleggiato costumi da sovrani con soldi immeritati, siete voi confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati 
come voi che i mafiosi li chiamate eroi e che il corrotto lo chiamate pio e ciascuno di voi,
implicato in ogni sorta di reato fissa il agistrato e poi giura su Dio " Non sono stato io".



martedì 14 dicembre 2010

Parole che fanno bene (Niccolò Fabi)

Parlo per me, per il mio paese 
per quella parte che tace e non dice
che gli soffoca in gola uno strillo per lo sgomento 
di uno spettacolo indegno per cui paga e non ha scelto 
di chi segue il bastone del pastore o l'etichetta dov'è scritto il proprio nome 
e se costruire il futuro è inginocchiarsi ed accendere un cero 
complimenti, complimenti davvero 
e pascoliamo pascoliamo pascoliamo e pure in un campo a caso e che sia vicino casa  
emigriamo soltanto dal divano al davanzale 
prigionieri con il il terrore di essere liberati di essere liberi 
caro mercato io ti vedo costretto ad offrirci qualcosa che non ti e' richiesto per il tuo bisogno per il tuo commercio 
la merce marcisce nei supermercati davanti a intestini accorciati di uomini obesi annoiati 
ossessionati dalla forma 
ossessionati dalla norma 
non ci siamo non ci siamo non ci siamo
allora una parola lanciata nel mare con un motivo ed un salvagente che semplicemente fa il suo dovere, una parola che non affonda che magari genera un'onda che increspa il piattume e lava il letame


Ho voluto solo riprendere il testo di questa, a mio parere bellissima, canzone di Niccolò Fabi, per riassumere un po' il mio pensiero sulla giornata di oggi relativo alle reazione dei sostenitori di Berlusconi dopo la notizia del fallimento della mozione di sfiducia. 
A questi individui dico, continuate ad essere contenti, continuate ad ascoltare le "parole che fanno bene" visto che i fatti sembrano non riguardarvi. Quando, un giorno, vi sveglierete dal vostro torpore, capirete e supplicherete il vostro di idolo: "Fai qualcosa..?", vi renderete conto che ride, dall'alto della sua reggia e dietro la risata candidamente risponde: "NO" 

martedì 2 novembre 2010

Nella terra dei ciechi


E' da molto tempo che cerco di scrivere questo post, stavo cercando la giuste motivazioni che sono arrivate stamattina. 

Volevo soffermarmi sul comportamento di quelli che poi si scoprono essere sostenitori di Berlusconi. Abbiamo sostanzialmente tre grandi categorie di "Berlu-Boys": gli ScudiUmani, gli Zitti e i Simulatori. Andiamo brevemente ad elencare le caratteristiche principali per ogni B-boy.
Gli ScudiUmani: sicuramente la categoria più rispettabile tra le tre, entrano in qualsiasi dibattito politico difendendo a spada tratta il loro beniamino come se fosse un parente o peggio qualcosa di più. Sono riconoscibilissimi per il loro frenetico ripetere come dischi rotti frasi come: "Questo è il miglior governo degli ultimi 150 anni", Meno male che Silvio c'è", "Le toghe rosse", "Il potere è in mano alle procure", "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", "Bunga-Bunga", e tante e tante altre. Si recano ad ogni manifestazione partecipando in maniera più che attiva, agghindati di tutto punto, come se fosse la finale dei mondiali. Nel momento in cui li si cerca di far notare chi è veramente il loro idolo si producono in arringhe difensive e strani sillogismi degni dei migliori Ghedini e Feltri.
Gli Zitti:  "Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio (Confucio)". Di gran lunga più pericolosi dei primi, sono coloro che ascoltano in silenzio ogni ragionamento politico e, non capendo un cazzo di: politica, coscienza civile e morra cinese, tolgono ogni dubbio quando dicono di apprezzare B. perché si è fatto da solo o perché alla sua età è ancora sessualmente attivo (special thanks to Viagra and Cialis). Di solito si riconoscono per la maglietta attillata cromata, i capelli nel gel, gli occhiali a mosca specchiati (o Carrera bianchi) e la tessera mediaset premium sempre carica per vedere le repliche delle partite anche d'estate. Si incontrano in grandi adunate note come "provini per un reality". I migliori tra loro vengono scelti. 
I Simulatori: categoria ancora in via di definizione. Tale imprecisione è dovuta al fatto che in giro non si possa trovare nessuno, che non sia appartenente alle prime due categorie, disposto ad ammettere di averlo votato. Di solito sono coloro che alla domanda "cosa hai votato?" rispondono con "Il voto è segreto", "Nessuno mi rappresenta" oppure con "Ho votato Berlusconi  perché non c'è un'alternativa". Sono di gran lunga i peggiori. Fingono stupore e incredulità quando li si fa notare chi è B. e sono pronti a giurare suoi propri figli che non l'hanno o che non l'avrebbero votato se avessero saputo, dando così la colpa ai media. Come sotto-categoria si potrebbero individuare i FalsiPentiti che di solito giurano di non votarlo più.

D'altronde nella terra dei ciechi governa chi ha un occhio solo, e questo il nostro giovane premier e i suoi compari lo hanno capito da tempo. 
Si potrebbe pensare ad una patente, rilasciata dopo un esame psico-attitudinale, che dà il diritto di voto.
"Limiti della democrazia: Votano anche gli stronzi (cit.)"

martedì 12 ottobre 2010

IL CODICE DA PERDI

Dire che, ormai da due anni, la Premiata Furberia Alfano & Ghedini si stia lambiccando il cervello per salvare le chiappe giudiziarie di B. è cosa ovvia, quasi come dire che se piove ci si può bagnare.

Non ci si deve scandalizzare più di tanto se abbiamo un Ministro della Giustizia ad uso e consumo dell'utilizzatore finale: possiamo dire che "si sapeva", senza scendere tanto in dettaglio.

Non sorprende nemmeno la nomina di Paolo Romani a Ministro per lo Sviluppo Economico: si sa che la risoluzione del conflitto di interessi avverrà solo dopo che l'umanità avrà chiarito se sia nato prima l'uovo o la gallina. Anche qui possiamo dire "e cosa vi aspettavate?".

Cosa pretendiamo da un Presidente del Consiglio come il nostro, che si porti in caserma da solo?

Ciò che invece scandalizza è il seguente intervento del Presidente della Repubblica:

"[...] l'auspicio che anche attraverso una ulteriore utilizzazione delle tecnologie informatiche si garantisca la piena attuazione dei principi del 'giusto processo'".[...] "importante occasione per un confronto, anche a livello europeo, sullo stato della innovazione tecnologica in ambito giudiziario e sui progetti e le iniziative in grado di ampliarne e migliorarne la utilizzazione". "Piu' volte ho ricordato che la eccessiva durata dei processi mina la fiducia dei cittadini nel 'servizio giustizia' e compromette anche la capacita' competitiva del nostro paese sul piano economico. Il recupero di una piena funzionalita' del sistema esige scelte coraggiose che ne riducano i costi di gestione e ne semplifichino le procedure con il contributo di tutti gli operatori e di ogni altra realta' interessata, compresa quella imprenditoriale.

(tratto da agi.it, cliccando trovate il servizio completo)

Le domande che mi pongo sono le seguenti: quali sono le scelte coraggiose che il sistema esige? Quali sono le cause della lunghezza dei processi? Quali sono le strategie che migliorerebbero il sistema?

Chissà se Napolitano, da buon internauta, leggerà e risponderà a queste domande...

Secondo me, l'unica soluzione che metta d'accordo Napolitano, B. e chi invoca una riforma della giustizia ad capocchiam, è l'abolizione del codice penale.

Senza esagerare, basteranno il lodo Alfano, il processo morto e altri ammennicoli per pochi intimi, ed avremo la giustizia più efficiente degli ultimi 150 anni.

domenica 19 settembre 2010

OUTLET MONTECITORIO

Non basta il Milan a creargli grattacapi - che, come sappiamo, gli danneggiano il bitume - né è colpa solo degli arbitri di sinistra. Il povero B. sembra il distrattone di turno che, due ore prima del compleanno della moglie (vabè... è un'allegoria), si ricorda di doverle acquistare il regalo. Inizia quindi a peregrinare per negozi: no, questo è chiuso, no, questo è caro... alla fine riciclerà qualcosa.

B. è in preda al panico: fino a qualche tempo fa dichiarava che il suo governo sarebbe andato avanti spedito fino al 2013, con il Parlamento che avrebbe approvato le leggi vergogna attualmente in discussione e, chissà, partorendo qualche altro mostro legislativo.

Poi Fini ha tagliato la corda, B. si è visto soffiare un manipolo - piccolo ma determinante - di deputati e senatori e ha minacciato le elezioni. Apriti cielo.

La Lega, il partito di maggioranza "effettiva" in Italia, ha fatto subito sentire la propria forza squadrista, facendo e disfacendo ora elezioni, ora scuole griffate "io ce l'ho duro". B. non può permettersi di concedere altro potere a Bossi & Co. - immaginate il veto della Lega sul Lodo Alfano o altri affari di famiglia, così, tanto per mostrare i muscoli - andare ora alle elezioni sarebbe deleterio per i suoi interessi, vedendo anche i recenti sondaggi che vedono il partito dell'amore crollare miseramente. Niente elezioni, i numeri in parlamento ci sono, il Governo è di nuovo sano e pronto a durare nel 2013. Ottimista.

Nel frattempo, per ogni evenienza, ha acquistato per il Milan due pallonari del calibro di Ibrahimovic e Robinho - come se non gli bastassero Capezzone e Minzolini - sicuro di raccattare qualche migliaio di voti tra i tifosi di fede rossonera. Niente da fare, i due ancora non brillano, e gli investimenti economici - cospicui quanto inattesi - per ora non frutterebbero un mezzo scranno.

Ora, sempre per ogni evenienza, è aperta la caccia all'ultimo mezzo parlamentare da blandire, curare, rimpinguare di prebende in modo da portarlo sotto l'ala protettrice del P2L: niente anche qua, Storace per ora non fiata, quei verginelli dell'UdC non si sbilanciano. I saldi sono finiti, tutti i pezzi pregiati sembrano bloccati.

In mezzo a tutto questo, è stato capace di andare all'estero e di tirare fango sulle istituzioni italiane, per poi affermare - stercus in fundo - che Putin è stato, per l'umanità, un dono del Signore: credo che la Politkovskaija abbia vomitato anche da morta, e con lei tutti i giornalisti assassinati in Russia sotto il dominio di questo profeta venuto dal cielo.

La domanda che mi pongo ora è la seguente: perché tutta questa frenesia alla caccia del consenso? Non è che, anziché i parlamentari, B. debba pensare piuttosto a comprare un paio di mutandoni salvapupù?

domenica 12 settembre 2010

C'è l'hanno tutti con me...

Interrompo il mio silenzio involontario per ritornare a scrivere riguardo al nostro giovane premier.
Parliamo di calcio. Riporto questa, a dir poco esilarante, affermazione di B. riguardo alla partita Cesena-Milan di ieri sera ed all arbitro Russo:

 «Il Milan ieri sera ci ha dato dei dolori ma non ha giocato male: direi che spesso il Milan ha incontrato arbitri di sinistra»

Quando l'ho letto non ci volevo credere,  ho creduto che fosse un invenzione dei giornali (di sinistra), poi ho visto che l'affermazione era ripresa da diversi quotidiani sportivi (che si ritiene non c'entrino nulla con la politica) e mi sono convinto che...sì...lo ha detto davvero....
E' stupefacente come sia sempre colpa di qualcun altro...i giudici comunisti...i pm comunisti...gli avversari comunisti...adesso perfino gli arbitri comunisti...
Costui ha un rifiuto sistematico verso il giudizio, anche sportivo, ma non è cosa nuova. Quello che mi preoccupa è il riferimento alle idee politiche dell'arbitro. Non so come la pensa l'arbitro Russo e francamente credo che siano fatti suoi. Io non credo che ieri sera l'arbitro Russo abbia preso le sue decisioni guardando il proprietario della squadra che giocava in trasferta, sbaglierò, forse, a pensare così. Non entro nel merito dei singoli episodi, credo che un arbitro, in quanto uomo, possa sbagliare e pensare che il prendere delle decisioni a favore o contro una determinata squadra possa essere di destra o di sinistra è qualcosa che definire sbagliato è un eufemismo.
Io credo che la politica dovrebbe stare fuori dagli ambienti sportivi, specialmente calcistici dove già molte tifoserie sbandierano bandiere ideologiche rosse o nere che non c'entrano niente con quello che succede sui campi da gioco. Affermare che ci possano essere arbitri di destra o sinistra serve soltanto a gettare benzina su un fuoco che da qualche tempo fa molta fatica a spegnersi.
Passo a voi la palla. 

lunedì 19 aprile 2010

AFFARI DI FAMIGGHIA

"La Mondadori fa capo alla mia famiglia da vent'anni." (Marina Berlusconi, Presidente della Mondadori S.p.A.)

Mi viene spontaneo chiedere alla Berluschina se sappia per caso come il papi sia entrato in possesso della Mondadori. Il papi le avrà mai raccontato, accomodandosela amorevolmente sulle ginocchia, le avventure di quel tale da Milano che comprò prima i giudici e poi la Mondadori?

Pare di no, altrimenti avrebbe evitato quella battuta quantomeno infelice: ma, si sa, i figli di primo letto (quello legittimo, almeno) di B. hanno la stessa faccia di bronzo del genitore. E, si sa, il papi ha l'abitudine di accomodarsi altre creature sulle ginocchia.

Il presidente più truccato degli ultimi 150 anni, ricordo, ha sottolineato come "la mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta", come a dire che ci sono altre mafie più potenti ma meno famose: forse ha confuso i pizzini di Provenzano con le lettere dei fans, e le Croma bruciate di Falcone e Borsellino in realtà avevano subìto strani fenomeni di autocombustione, in Sicilia fa caldo.

Inutile ricordare che quando qualcuno della famigghia dice che "fare pubblicità alla mafia è dannoso all'immagine dell'Italia" dev'essere inteso come "fare pubblicità alla mafia è dannoso per il paese che vorrebbe il Banana". E la famigghia - o meglio, quel che resta - si muove sempre compatta per difendere i propri interessi. Affari di famigghia, appunto.


Gli abbronzati sono ovviamente con Roberto Saviano, e contro chi pensa che la mafia sia più famosa che potente.

domenica 21 marzo 2010

VERDINI DI RABBIA

Non mi fermo a discutere sui numeri di ieri, a quanto pare i comunisti mangiabambini si sono impossessati della questura romana. Posso solo dirvi che, essendo personalmente stato in mezzo a un milione e duecentomila persone, posso oggettivamente affermare che Verdini ieri abbia sparato una grande cazzata.

Fosse l'unica... il signor Verdini, con il suo vocione roboante e la dialettica stentorea (una perfetta campana per il presidente più liftato degli ultimi 150 anni di storia italiana), ha inviato una simpatica letterina, quasi un "rientro nei ranghi" - o di richiesta di un "pizzo" ideologico, considerando il tono della misssiva - dalle parti dell'Aquila e dintorni. Qui il testo originale, su pregevole carta intestata P2L.

Leggiamo insieme questa lettera d'amore:

La prima frase affettuosa è ovviamente "Io credo che il Governo Berlusconi abbia fatto per l'Abruzzo qualcosa che non è mai stato fatto nella storia del Paese": sa un po' come "siete fortunati, nonostante il terremoto, la crisi e i problemi vi abbiamo ricostruito le case non per assolvere un dovere di governo ma perché siamo generosi, volevamo omaggiarvi delle nostre maestranze perché in fondo crediamo che l'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio".

L'altra frase sicuramente commovente è "non posso credere che questa popolazione, beneficiata dalla straordinaria opera di Berlusconi (mi sono perso gli attimi in cui il cavaliere dimezzato si è trasformato in carpentiere, nda), non riempia 100 pullman (5000 persone) oltre quelli già organizzati". Per la serie "non state ringraziando Berlusconi e i suoi salvatori come dovreste, siete degli ingrati, si tratterebbe solo di un pic-nic, un campeggio a Roma, che vi costa? E' un vostro dovere partecipare alla manifestazione, ce lo dovete, in fondo è un piccolo favore...". Evidentemente, gli Abruzzesi, alla parola "pic-nic" o "campeggio" si sentono un po' presi per il culo.

Ed evidentemente, hanno ben chiaro che il governo abbia tentato - sbagliando, in tante fasi, e spesso attribuendosi meriti non propri - di fare il proprio dovere, senza però mettere in conto che poi questa improvvisa "munificenza" si sarebbe trasformata in un contratto capestro: nessuno si deve sognare di bussare alla porta delle New Town a battere cassa, o di scendere al ricatto morale.

La chiosa finale è semplicemente strappalacrime, e si commenta da sola: "La casa è un bene primario di tutta una vita e soprattutto per tutte quante persone una casa ricostruita dopo un evento così disastroso vale il doppio. Dovete provarci, una classe dirigente di un grande partito si misura anche su questo. Se non risponde l'Abruzzo non vale niente governare! Un abbraccio".

Che dire, è la punta più alta delle epistole del Partito dell'Amore.

martedì 9 febbraio 2010

A cosa credere?

Dal titolo potrebbe sembrare che io abbia intenzione di parlare di mafia e pentiti. Chi ha pensato così rimarrà deluso. Parliamo di tasse. Riporto fedelmente tre titoli di una famosa testata, rispettivamente del 14 e del 22 Gennaio e del 6 di Febbraio di quest'anno:

14 Gennaio: Tasse, il Premier: "Non c'è la possibilità di ridurle". (1)
22 Gennaio: Berlusconi: "Crisi, ma tasse non salite". (2)
6 Febbraio: Berlusconi: "Tasse abbassate anche con la crisi". (3)

Per correttezza nei vostri confronti ho preso i tre articoli dallo stesso giornale e più precisamente da questi link: 1 2 3. Ho scelto "Il Giornale" per zittire sul nascere tutte le eventuali polemiche che potrebbero arrivare da qualche popolibertino che passa di qua per caso, o per errore.

Dal punto di vista cronologico le affermazioni potrebbero anche essere accettabili. Non sto neanche lì a verificare la veridicità delle affermazioni del premier. Quello su cui voglio soffermarmi è la confusione che determinate affermazioni, susseguendosi, possono procurare in chi ascolta le notizie. Questo è solo un piccolo esempio. Sminuire l'accaduto e liquidarlo come una semplice mancanza di coerenza non sarebbe da me e da buon "seminatore di odio" mi interrogo e cerco di darmi delle risposte. Secondo me questi avvenimenti mediatici servono soltanto per alimentare la mancata percezione della verità e fare in modo che le persone credano a ciò che fa loro più comodo senza più ricercare la notizia vera e distinguerla da quella falsa.

Dov'è la verità?
Come al solito, passo a voi la palla.

lunedì 14 dicembre 2009

No no...ma stiamo calmi...

Premessa: non siamo a favore i gesti violenti, condanniamo su tutta la linea quello che è successo.


Veniamo a quello che è venuto dopo:
Abbassiamo i toni, dicono tutti, calmiamoci, non litighiamo o facciamolo piano piano...

Che cosa significa abbassare i toni? cosa significa calmarsi?
Che dobbiamo essere più buoni perché arriva il natale? Che il dibattito politico deve essere interrotto in attesa che la barella esca dal campo?

Cosa dovrei fare? Dimenticarmi di chi è solo perché è stato aggredito? Dovrei dimenticarmi di processi, leggi ad personam e delle sue recenti dichiarazioni contro la consulta e capo dello stato?
Mi dispiace ma non mi va, non ci sto proprio.
A voi la palla.

sabato 12 dicembre 2009

B'S BROTHERS - IL GIORNO DOPO


Come volevasi dimostrare: Spatuzza Gaspare (autore di 40 omicidi, sei stragi, ecc. ecc. ecc.), collaboratore di giustizia a suo tempo indicato attendibile, è un bugiardo millantatore secondo i vari Dell'Utri. Graviano Filippo (mandante non politico delle stragi di Capaci, via D'Amelio, via Palestro, via dei Georgofili ecc. ecc. ecc.) è un mafioso modello, sempre secondo Fra' Marcello da Palermo. Cito dalle pagine del Corriere della Sera:

«Da dieci anni ho messo la legalità al primo posto nella scala dei miei valori» ha anche detto Filippo Graviano. Parole che hanno colpito molto Dell'Utri. «Sono meravigliato della dignità e della compostezza di questo signore. Nel guardarlo ho avuto l'impressione di dignità da parte di uno che si trova in carcere e ha delle sofferenze» ha spiegato il senatore, dopo la conclusione della deposizione del boss. «A differenza dell'impressione che mi ha fatto Spatuzza, mi è parso di vedere dalle parole di Filippo Graviano il segno di un percorso di ravvedimento» ha aggiunto Dell'Utri. «Una grande attesa, e oggi tutto questo si è sgonfiato si è annullato - ha detto poi il senatore del Pdl nel corso de Il Fatto del giorno-. È rimasto lo sputtanamento del Paese, dell'Italia, del governo, il tentativo di coinvolgere Berlusconi in una cosa indegna».

Dopo la conversione in diretta via satellite da Parma di Graviano Filippo (Graviano Giuseppe non era in grado, probabilmente ancora stordito sulla via di Damasco), ieri abbiamo assistito all'ennesima trasformazione - stavolta in chiave taumaturgica - dello stesso Dell'Utri, già abilmente passato da allenatore di calcio ad impiegato di banca, da cerca-stallieri poi ergastolani a fondatore di Forza Italia e attuale senatore della Repubblica, oltre che condannato a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Il buon Marcellino ora è in grado di scrutare l'anima dei mortali e di conoscerne fede, paure, angosce e sofferenze. Che dire, un messia nato qualche giorno prima rispetto al Messia "ufficiale". Un regalo di Natale anticipato, nemmeno troppo gradito, sinceramente.

E fin qui non c'è purtroppo molto di cui indignarsi: le reazioni dell'imputato Dell'Utri erano ovviamente prevedibili, e dei possibili scenari abbiamo parlato ieri. Il teorema "Spatuzza è falso, Graviano dice la verità" ovviamente non sta in piedi, tranne che per i vari berluscones e per parte dell'opinione pubblica, la quale da anni ormai si beve le favole del Cavaliere. Vorrei che qualcuno mi esponesse il metodo scientifico grazie al quale si può dedurre l'assoluta malafede di quell'animale di Spatuzza, e il candore di quel pio di Graviano. Vorrei ma non posso, finché sulla TV di Stato mi propinano ciò:




Peggio di Emilio Fede, e per giunta sulla TV pagata da tutti... che schifo. Davvero schifo.

venerdì 11 dicembre 2009

B'S BROTHERS

Oggi, a Torino, ci sarà l'attesa deposizione dei fratelli Graviano, ossia coloro i quali hanno messo mezza Italia a ferro e fuoco tra il 1992 e il 1993. Saranno tenuti a confermare o smentire le parole del pentito Spatuzza: sarà sinceramente "divertente" ascoltare questi personaggi, indubbiamente le loro dichiarazioni avranno un peso impressionante, anche se la vera "bomba atomica" scoppierebbe solo se i Graviano dovessero decidersi di pentirsi.

Caso A: i Graviano smentiscono in toto Spatuzza... a chi credere? Sicuramente vedremo le orde di demagoghi dell'ultima ora santificare i Graviano (assassini "quanto", se non "più", di Spatuzza) e maledire chi ha assassinato 40 persone, si è autoaccusato dell'aver commesso sei stragi e di aver ucciso un ragazzino sciogliendone il corpo nell'acido. Si porrebbe il problema dell'equazione assassino = bugiardo, equazione terribilmente preventiva - e prevenuta - assunta come linea di difesa dai vari Dell'Utri & Co.

Caso B: Graviano 1 e Graviano 2 confermano le parole di Spatuzza virgola per virgola. Qui iniziano i problemi: i soliti demagoghi già citati sbandiererebbero il teorema di Dell'Utri - La Russa (per ogni pentito appartenente alla mafia, condizione necessaria e sufficiente affinché sia un bugiardo è che esso sia un assassino efferato).

E tutti quelli - come il sottoscritto - che non considerano necessariamente un assassino alla stregua di Pinocchio?

E tutti quelli -come il sottoscritto - che conoscono le parole di Spatuzza, alle quali hanno attribuito il giusto peso, in attesa delle doverose verifiche?

E tutti quelli - come il sottoscritto - che si sono presi la briga di andare a scaricare un file di 1771 pagine, traendone interessanti conclusioni - leggi: prove formatesi in un processo, quindi vere "fino a querela di falso", come direbbe un avvocato - sui rapporti tra il Senatore (?) Marcello Dell'Utri e la mafia?

E tutti quelli - come il sottoscritto - che hanno cercato il nome "Berlusconi" all'interno di detto file, lo hanno trovato 200 volte solo nelle prime 300 pagine, associato a ogni tipo di situazione e di delinquente?

Io credo che, in caso di riscontri tra le parole di Graviano e di Spatuzza, siano necessarie le dimissioni da parte del Premier, per il bene del Paese: al di là dei successivi accertamenti necessari per la verifica di queste accuse, mi sembra evidente che un soggetto accusato da più parti di aver avuto rapporti di collaborazione con la mafia non possa governare serenamente.

Conoscendo il soggetto, mi vengono in mente tre possibili conseguenze, in caso di riscontri positivi riguardo alle accuse dei pentiti da parte dei magistrati, anticamera del rinvio a giudizio:

1) scappa a Panama: diventerà contumace come il suo amico Craxi;

2) si suicida: innalzato a martire per la libertà da parte di Gasparri e cricca;

3) si dimetterà e si farà processare.

dunque...

1) la linea fuggiasca: il contumace starebbe in panciolle a Panama (una gigante Villa Certosa), trascorrerebbe tranquillo gli anni che gli mancano (eh sì, anche B. non è eterno), dopodiché verrà santificato da un qualche suo simile (penso sempre a Gasparri). L'ipotesi 1) è altamente probabile.

2) la linea "truculenta": Berlusconi è un aziendalista, prima ancora che narcisista. Dopo aver speso centinaia di migliaia di euro in trucco, parrucco, lifting, capelli nuovi, cerone, per sembrare 20 anni più giovane (?), sarebbe un peccato mandare tutto a puttane (scusate il gioco di parole). Ipotesi improbabile.

3) la linea normale: ah già... parliamo di Berlusconi...

sabato 5 dicembre 2009

I pentiti sono inattendibili....

...perché sono ex mafiosi.
Anche lui è inattenbile???

E se qualche Berluschino avesse il coraggio di dire che Borsellino era di sinistra rispondo in anticipo dicendo che votava Movimento Sociale...così evitate di sporcarne la memoria.  Continuate ad arrampicarvi sugli specchi...noi la verità la sappiamo. Ce l'ha lasciata lui, che è saltato in aria perché credeva nella giustizia e nella verità.

mercoledì 2 dicembre 2009

UN BLASFEMO

Recentemente è saltata fuori una registrazione contenente una discussione privata, dal tono conviviale, tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e un procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi (nella lista nera personale del Premier quale "attentatore" alla vita delle reti Tv del Cavaliere).

In questa "intervista", l'On. Fini dice tante cose sensate e semplicissime: dalla necessità di indagare a fondo sulle rivelazioni dei pentiti di mafia, alla necessità - non meno importante - di far comprendere al sig. Berlusconi che il mandato elettorale - peraltro, è il Parlamento, consultatosi con il Presidente della Repubblica, che determina le sorti del Governo in base alla fiducia... è il Parlamento ad essere eletto dal popolo, anche se l'attuale legge elettorale "porcata" non permette al cittadino di eleggere il candidato di fiducia - non garantisce mai un'impunità verso gli altri organi istituzionali.

Niente di speciale, il Presidente della Camera ha ribadito alcuni concetti elementari alla base del reciproco rispetto istituzionale, rispetto che indubbiamente Berlusconi fa mancare nei confronti del Capo dello Stato, dei giudici (penali o civili, poco importa) e della Corte Costituzionale.

Apriti cielo... i fedayn di Silvio si sono scagliati contro il Presidente Fini, da Capezzone a Bondi - quest'ultimo ormai ha accantonato il ruolo di ministro e ha ripreso i panni del difensore cieco del Cav. - mentre Berlusconi ne chiedeva la testa. Avrebbe detto, ai responsabili del PdL, che "o quell'ingrato di Fini fa marcia indietro, o è fuori". Scajola, per ultimo, ha ribadito il concetto secondo cui Fini, qualora non si riconoscesse nelle linee guida dettate dal PdL – rivelate dal Lider Minimo Silvio in persona - dovrebbe farsi da parte e dimettersi.

Evidentemente all'interno del PdL non è consentito sgarrare, avere idee differenti da quelle "concordate" e a cui bisogna uniformarsi. Il problema è duplice:

- in un qualsiasi partito, esistono le correnti: sta ai coordinatori mettere d'accordo tali correnti sulla base di un programma condiviso, ma è fuor di dubbio che ogni corrente abbia il suo pensiero, che non indebolisce il partito ma lo arricchisce.

- in questo caso, Fini non ha espresso l'idea di una corrente, ma ha RIBADITO dei concetti sacrosanti dettati dalla COSTITUZIONE.

Berlusconi teme un possibile leader forte all'interno della destra, che possa ammazzare il Berlusconismo: per questo vuole esclusivamente soldati lobotomizzati alle sue dipendenze, d'altronde PdL sta per "Partito della Lobotomia".

In conclusione, mi viene da dire... quali sono i 10 comandamenti (sembrerebbe quasi un diktat mafioso) che ogni affiliato PdL deve rigorosamente rispettare, pena l'espulsione immediata?

Sicuramente esisterà qualcosa tipo "ama Berlusconi come te stesso", "straccia la Costituzione quando puoi", "ruba, dì falsa testimonianza, desidera la donna d'altri", stando a quanto abbiamo dovuto assistere in questo anno e mezzo.

Ah, blasfemo d'un Fini...

sabato 28 novembre 2009

Minacce di Stato

Ho un'abitudine. Considerando i tempi, questa abitudine potrebbe essere considerata bolscevica e criminale: mi informo. Devo dire che ogni giorno, leggendo sui vari giornali, trovo sempre un nuovo significato della parola "schifo", un po' per le notizie, quando ci sono, e un po' per il modo di dare le "notizie". Qualche giorno fa, seguendo una rassegna stampa, ho avuto modo di notare questa prima pagina de "Il Giornale" con riferimento a questo titolo:


Vediamo se ho letto bene: "La guerra civile si può evitare solo con la riforma della Giustizia"
La guerra civile? Se non fossi impegnato a schifarmi sarei morto dalle risate...
Ma la guerra civile non implica una mobilitazione delle masse? Non implica la lotta armata?
E cosa centra la riforma della Giustizia con la guerra civile?
Mi sono meravigliato. Sembra quasi che si sprechino ancora a cercare delle giustificazioni sociali alle  manovre necessarie alla sopravvivenza di Berlusconi. Come se i berlusconiani avessero le capacità intellettive per capire che il processo breve serve solo a Berlusconi (oltre che a cestinare tanti altri processi)...
Se gli italiani, non tutti ma almeno una buona parte, avessero coscienza della reale situazione in cui si trova il paese saremmo già arrivati alla guerra civile già da molto tempo. Il problema più grande è proprio quello: la gente non ha coscienza...e allora perché inventarsi favole sulla guerra civile per giustificare il tutto???

Effe5

mercoledì 18 novembre 2009

Ma che bravi...

Invito chi ancora non avesse capito o non abbia ancora avuto il tempo di informarsi sul "processo breve" a vedere questo video dove Marco Travaglio spiega il tutto con parole abbastanza semplici. Volevo riflettere sulle modalità di approvazione della legge, in particolar modo sulla celerità con cui il governo intende sottoporre il ddl alle camere. La legge andrà prima di Natale al senato e poi e successivamente alla camera;  per evitare l'insorgere di problemi verrà posto il voto di fiducia in entrambe le consultazioni. Come al solito, essendo dubbioso, non ho potuto fare a meno di pormi qualche domanda che naturalmente vi giro:
  1. Ma la maggioranza, con i numeri a sua disposizione, non avrebbe la possibilità di approvare qualsiasi legge senza fare uso del voto di fiducia?
  2. Vista la fretta (è inutile prendersi in giro parlando di velocità) con cui cercano di approvare il tutto, perché tale "fretta" non viene messa quando si devono approvare anche altri provvedimenti?
  3. La vera priorità in Italia, è la riforma della giustizia?
Provo a dare qualche risposta, ponendo altre domande
1)Non è che la maggioranza ha paura del "buon senso" di qualche franco tiratore?
2)Non è che se non ci si sbriga qualche processo rischia di essere portato a termine, mentre per altri provvedimenti c'è sempre tempo (per non farli)?
3)Dipende dai punti di vista...qual'è la priorità dal punto di vista di Berlusconi?

Ogni problema di Berlusconi viene visto come un'emergenza e per risolvere quell'emergenza la maggioranza fa ricorso a tutte le sue forze
I problemi dei cittadini, quando verranno visti come delle emergenze?
Che stupido...non c'è nessun problema...va tutto bene, ripetete con me: VA TUTTO BENE!

Vi invito a rispondere al sondaggio

martedì 27 ottobre 2009

L'Onore e il Rispetto

Ebbene si', uso per il mio post il titolo di uno sceneggiato famoso. Parlare per slogan, a quanto pare, paga.

Il reale problema è che, allo stato attuale, vedo una specie di guerriglia mediatica combattuta fra due schieramenti che usano armi di calibro molto diverso.
Prendete quello che è successo stasera: una telefonata del beneamato Presidente durante la trasmissione di Floris. Al di là delle considerazioni ironiche (la scarlattina a quell'età? ma dato che sta malato perchè non resta a letto lontano da quel telefono?), quello che ho visto è maleducazione e prepotenza. Aldilà di qualunque messaggio di propaganda (perchè la politica è dibattito e contraddittorio), ho visto questo.
Ho visto una persona intervenire in una trasmissione denigrandola puntualmente, ho visto una totale di assenza di rispetto per la capacità di due ministri del suo governo, fra l'altro, ritenuti pubblicamente incompetenti ed incapaci di rispondere a tutta una serie di obiezioni sollevate dai membri dell'opposizione.
Ho visto il ripetuto utilizzo della parola "comunista", parola assolutamente datata ma probabilmente molto piu' di impatto di tanti altri giri di parole utilizzati nel linguaggio politico comune.
Perchè è questo il problema, il linguaggio. E' quel mezzo per comunicare che in determinati contesti andrebbe utilizzato con moderazione e diplomazia. E che non permetterà all'opposizione, (giustamente, a mio avviso) ancorata ad un certo modo di esprimersi, di far arrivare il messaggio efficacemente. La trovo concorrenza sleale.

Ed è questa anche la differenza (una fra le tante, a mio avviso... ma questa è un'altra storia, direbbe qualcuno di famoso) fra Marrazzo e il nostro premier.
Ammettendo che entrambi abbiano sbagliato, il primo abbassa la testa davanti all'errore, e il mostro mediatico si scatena... il secondo risponde "E quindi?" e tutti abbassano la cresta.

Concorrenza sleale. Con uno slogan ho aperto, e con uno chiudo. Magari anche i sordi mi sentiranno.