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martedì 8 marzo 2011

La duemilionesima goccia

Prendo spunto da questa affermazione fatta da questo dito medio:

"Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi» perchè «se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva»"

Sicuramente dopo tutto quanto il teatrino mediatico mi aspetto o una smentita o un "sono stata fraintesa" 
Onestamente non credo di essere nella condizione di giudicare il lavoro della magistratura ma certe affermazioni mi sembrano semplicemente inutili. 
Quello che ha detto la Santanchè è semplicemente incredibile perché rende i magistrati colpevoli due volte: di non aver fatto abbastanza per la povera Yara dando importanza a quattro veline al soldo di un velino in pensione.
Adesso, come al mio solito mi domando:
- C'è qualcosa di più schifoso che strumentalizzare la morte di una povera ragazzina per difendere un insulso verme?
- Quando ci stancheremo di sentire certe cose?
- Quando sarà colma la misura?

A voi la palla.


P.S.: Qui la replica della procura di Bergamo

venerdì 11 dicembre 2009

B'S BROTHERS

Oggi, a Torino, ci sarà l'attesa deposizione dei fratelli Graviano, ossia coloro i quali hanno messo mezza Italia a ferro e fuoco tra il 1992 e il 1993. Saranno tenuti a confermare o smentire le parole del pentito Spatuzza: sarà sinceramente "divertente" ascoltare questi personaggi, indubbiamente le loro dichiarazioni avranno un peso impressionante, anche se la vera "bomba atomica" scoppierebbe solo se i Graviano dovessero decidersi di pentirsi.

Caso A: i Graviano smentiscono in toto Spatuzza... a chi credere? Sicuramente vedremo le orde di demagoghi dell'ultima ora santificare i Graviano (assassini "quanto", se non "più", di Spatuzza) e maledire chi ha assassinato 40 persone, si è autoaccusato dell'aver commesso sei stragi e di aver ucciso un ragazzino sciogliendone il corpo nell'acido. Si porrebbe il problema dell'equazione assassino = bugiardo, equazione terribilmente preventiva - e prevenuta - assunta come linea di difesa dai vari Dell'Utri & Co.

Caso B: Graviano 1 e Graviano 2 confermano le parole di Spatuzza virgola per virgola. Qui iniziano i problemi: i soliti demagoghi già citati sbandiererebbero il teorema di Dell'Utri - La Russa (per ogni pentito appartenente alla mafia, condizione necessaria e sufficiente affinché sia un bugiardo è che esso sia un assassino efferato).

E tutti quelli - come il sottoscritto - che non considerano necessariamente un assassino alla stregua di Pinocchio?

E tutti quelli -come il sottoscritto - che conoscono le parole di Spatuzza, alle quali hanno attribuito il giusto peso, in attesa delle doverose verifiche?

E tutti quelli - come il sottoscritto - che si sono presi la briga di andare a scaricare un file di 1771 pagine, traendone interessanti conclusioni - leggi: prove formatesi in un processo, quindi vere "fino a querela di falso", come direbbe un avvocato - sui rapporti tra il Senatore (?) Marcello Dell'Utri e la mafia?

E tutti quelli - come il sottoscritto - che hanno cercato il nome "Berlusconi" all'interno di detto file, lo hanno trovato 200 volte solo nelle prime 300 pagine, associato a ogni tipo di situazione e di delinquente?

Io credo che, in caso di riscontri tra le parole di Graviano e di Spatuzza, siano necessarie le dimissioni da parte del Premier, per il bene del Paese: al di là dei successivi accertamenti necessari per la verifica di queste accuse, mi sembra evidente che un soggetto accusato da più parti di aver avuto rapporti di collaborazione con la mafia non possa governare serenamente.

Conoscendo il soggetto, mi vengono in mente tre possibili conseguenze, in caso di riscontri positivi riguardo alle accuse dei pentiti da parte dei magistrati, anticamera del rinvio a giudizio:

1) scappa a Panama: diventerà contumace come il suo amico Craxi;

2) si suicida: innalzato a martire per la libertà da parte di Gasparri e cricca;

3) si dimetterà e si farà processare.

dunque...

1) la linea fuggiasca: il contumace starebbe in panciolle a Panama (una gigante Villa Certosa), trascorrerebbe tranquillo gli anni che gli mancano (eh sì, anche B. non è eterno), dopodiché verrà santificato da un qualche suo simile (penso sempre a Gasparri). L'ipotesi 1) è altamente probabile.

2) la linea "truculenta": Berlusconi è un aziendalista, prima ancora che narcisista. Dopo aver speso centinaia di migliaia di euro in trucco, parrucco, lifting, capelli nuovi, cerone, per sembrare 20 anni più giovane (?), sarebbe un peccato mandare tutto a puttane (scusate il gioco di parole). Ipotesi improbabile.

3) la linea normale: ah già... parliamo di Berlusconi...

mercoledì 2 dicembre 2009

UN BLASFEMO

Recentemente è saltata fuori una registrazione contenente una discussione privata, dal tono conviviale, tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e un procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi (nella lista nera personale del Premier quale "attentatore" alla vita delle reti Tv del Cavaliere).

In questa "intervista", l'On. Fini dice tante cose sensate e semplicissime: dalla necessità di indagare a fondo sulle rivelazioni dei pentiti di mafia, alla necessità - non meno importante - di far comprendere al sig. Berlusconi che il mandato elettorale - peraltro, è il Parlamento, consultatosi con il Presidente della Repubblica, che determina le sorti del Governo in base alla fiducia... è il Parlamento ad essere eletto dal popolo, anche se l'attuale legge elettorale "porcata" non permette al cittadino di eleggere il candidato di fiducia - non garantisce mai un'impunità verso gli altri organi istituzionali.

Niente di speciale, il Presidente della Camera ha ribadito alcuni concetti elementari alla base del reciproco rispetto istituzionale, rispetto che indubbiamente Berlusconi fa mancare nei confronti del Capo dello Stato, dei giudici (penali o civili, poco importa) e della Corte Costituzionale.

Apriti cielo... i fedayn di Silvio si sono scagliati contro il Presidente Fini, da Capezzone a Bondi - quest'ultimo ormai ha accantonato il ruolo di ministro e ha ripreso i panni del difensore cieco del Cav. - mentre Berlusconi ne chiedeva la testa. Avrebbe detto, ai responsabili del PdL, che "o quell'ingrato di Fini fa marcia indietro, o è fuori". Scajola, per ultimo, ha ribadito il concetto secondo cui Fini, qualora non si riconoscesse nelle linee guida dettate dal PdL – rivelate dal Lider Minimo Silvio in persona - dovrebbe farsi da parte e dimettersi.

Evidentemente all'interno del PdL non è consentito sgarrare, avere idee differenti da quelle "concordate" e a cui bisogna uniformarsi. Il problema è duplice:

- in un qualsiasi partito, esistono le correnti: sta ai coordinatori mettere d'accordo tali correnti sulla base di un programma condiviso, ma è fuor di dubbio che ogni corrente abbia il suo pensiero, che non indebolisce il partito ma lo arricchisce.

- in questo caso, Fini non ha espresso l'idea di una corrente, ma ha RIBADITO dei concetti sacrosanti dettati dalla COSTITUZIONE.

Berlusconi teme un possibile leader forte all'interno della destra, che possa ammazzare il Berlusconismo: per questo vuole esclusivamente soldati lobotomizzati alle sue dipendenze, d'altronde PdL sta per "Partito della Lobotomia".

In conclusione, mi viene da dire... quali sono i 10 comandamenti (sembrerebbe quasi un diktat mafioso) che ogni affiliato PdL deve rigorosamente rispettare, pena l'espulsione immediata?

Sicuramente esisterà qualcosa tipo "ama Berlusconi come te stesso", "straccia la Costituzione quando puoi", "ruba, dì falsa testimonianza, desidera la donna d'altri", stando a quanto abbiamo dovuto assistere in questo anno e mezzo.

Ah, blasfemo d'un Fini...