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giovedì 3 marzo 2011

Non siete stato voi - Caparezza

Non siete Stato voi che parlate di libertà come si parla di una notte brava dentro i lupanari. 
Non siete Stato voi che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari. 
Non siete Stato voi che siete uomini di polso forse perchè circondati da una manica di idoti. 
Non siete Stato voi che sventolate il tricolore come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non siete Stato voi nè il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un'udienza.
Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda ma non ne pagate mai la conseguenza.
Non siete Stato voi che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi. 
Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati andando nei salotti a fare i saltimbanchi. 
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi, uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate prese a calci come sacchi di rifiuti. 
Non siete Stato voi che mandate i vostri figli al fronte come una carogna da una iena che la spolpa. 
Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle bare per addormentare ogni senso di colpa. 
Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparai, sempre in cerca di un nemico per la lotta. 
Non siete Stato voi che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello nella grotta. 
Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi e la costituzione sotto i piedi. 
Non siete Stato voi che meritereste d'essere estirpati come la malerba delle vostre sedi. 
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure. 

Non siete Stato voi che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture. 
Non siete Stato voi che fate leggi su misura come un paio di mutande a seconda dei genitali. 
Non siete Stato voi che trattate chi vi critica come un randagio a cui tagliare le corde vocali. 
Non siete Stato voi , servi , che avete noleggiato costumi da sovrani con soldi immeritati, siete voi confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati 
come voi che i mafiosi li chiamate eroi e che il corrotto lo chiamate pio e ciascuno di voi,
implicato in ogni sorta di reato fissa il agistrato e poi giura su Dio " Non sono stato io".



domenica 19 settembre 2010

OUTLET MONTECITORIO

Non basta il Milan a creargli grattacapi - che, come sappiamo, gli danneggiano il bitume - né è colpa solo degli arbitri di sinistra. Il povero B. sembra il distrattone di turno che, due ore prima del compleanno della moglie (vabè... è un'allegoria), si ricorda di doverle acquistare il regalo. Inizia quindi a peregrinare per negozi: no, questo è chiuso, no, questo è caro... alla fine riciclerà qualcosa.

B. è in preda al panico: fino a qualche tempo fa dichiarava che il suo governo sarebbe andato avanti spedito fino al 2013, con il Parlamento che avrebbe approvato le leggi vergogna attualmente in discussione e, chissà, partorendo qualche altro mostro legislativo.

Poi Fini ha tagliato la corda, B. si è visto soffiare un manipolo - piccolo ma determinante - di deputati e senatori e ha minacciato le elezioni. Apriti cielo.

La Lega, il partito di maggioranza "effettiva" in Italia, ha fatto subito sentire la propria forza squadrista, facendo e disfacendo ora elezioni, ora scuole griffate "io ce l'ho duro". B. non può permettersi di concedere altro potere a Bossi & Co. - immaginate il veto della Lega sul Lodo Alfano o altri affari di famiglia, così, tanto per mostrare i muscoli - andare ora alle elezioni sarebbe deleterio per i suoi interessi, vedendo anche i recenti sondaggi che vedono il partito dell'amore crollare miseramente. Niente elezioni, i numeri in parlamento ci sono, il Governo è di nuovo sano e pronto a durare nel 2013. Ottimista.

Nel frattempo, per ogni evenienza, ha acquistato per il Milan due pallonari del calibro di Ibrahimovic e Robinho - come se non gli bastassero Capezzone e Minzolini - sicuro di raccattare qualche migliaio di voti tra i tifosi di fede rossonera. Niente da fare, i due ancora non brillano, e gli investimenti economici - cospicui quanto inattesi - per ora non frutterebbero un mezzo scranno.

Ora, sempre per ogni evenienza, è aperta la caccia all'ultimo mezzo parlamentare da blandire, curare, rimpinguare di prebende in modo da portarlo sotto l'ala protettrice del P2L: niente anche qua, Storace per ora non fiata, quei verginelli dell'UdC non si sbilanciano. I saldi sono finiti, tutti i pezzi pregiati sembrano bloccati.

In mezzo a tutto questo, è stato capace di andare all'estero e di tirare fango sulle istituzioni italiane, per poi affermare - stercus in fundo - che Putin è stato, per l'umanità, un dono del Signore: credo che la Politkovskaija abbia vomitato anche da morta, e con lei tutti i giornalisti assassinati in Russia sotto il dominio di questo profeta venuto dal cielo.

La domanda che mi pongo ora è la seguente: perché tutta questa frenesia alla caccia del consenso? Non è che, anziché i parlamentari, B. debba pensare piuttosto a comprare un paio di mutandoni salvapupù?