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martedì 14 dicembre 2010

Parole che fanno bene (Niccolò Fabi)

Parlo per me, per il mio paese 
per quella parte che tace e non dice
che gli soffoca in gola uno strillo per lo sgomento 
di uno spettacolo indegno per cui paga e non ha scelto 
di chi segue il bastone del pastore o l'etichetta dov'è scritto il proprio nome 
e se costruire il futuro è inginocchiarsi ed accendere un cero 
complimenti, complimenti davvero 
e pascoliamo pascoliamo pascoliamo e pure in un campo a caso e che sia vicino casa  
emigriamo soltanto dal divano al davanzale 
prigionieri con il il terrore di essere liberati di essere liberi 
caro mercato io ti vedo costretto ad offrirci qualcosa che non ti e' richiesto per il tuo bisogno per il tuo commercio 
la merce marcisce nei supermercati davanti a intestini accorciati di uomini obesi annoiati 
ossessionati dalla forma 
ossessionati dalla norma 
non ci siamo non ci siamo non ci siamo
allora una parola lanciata nel mare con un motivo ed un salvagente che semplicemente fa il suo dovere, una parola che non affonda che magari genera un'onda che increspa il piattume e lava il letame


Ho voluto solo riprendere il testo di questa, a mio parere bellissima, canzone di Niccolò Fabi, per riassumere un po' il mio pensiero sulla giornata di oggi relativo alle reazione dei sostenitori di Berlusconi dopo la notizia del fallimento della mozione di sfiducia. 
A questi individui dico, continuate ad essere contenti, continuate ad ascoltare le "parole che fanno bene" visto che i fatti sembrano non riguardarvi. Quando, un giorno, vi sveglierete dal vostro torpore, capirete e supplicherete il vostro di idolo: "Fai qualcosa..?", vi renderete conto che ride, dall'alto della sua reggia e dietro la risata candidamente risponde: "NO" 

martedì 2 novembre 2010

Nella terra dei ciechi


E' da molto tempo che cerco di scrivere questo post, stavo cercando la giuste motivazioni che sono arrivate stamattina. 

Volevo soffermarmi sul comportamento di quelli che poi si scoprono essere sostenitori di Berlusconi. Abbiamo sostanzialmente tre grandi categorie di "Berlu-Boys": gli ScudiUmani, gli Zitti e i Simulatori. Andiamo brevemente ad elencare le caratteristiche principali per ogni B-boy.
Gli ScudiUmani: sicuramente la categoria più rispettabile tra le tre, entrano in qualsiasi dibattito politico difendendo a spada tratta il loro beniamino come se fosse un parente o peggio qualcosa di più. Sono riconoscibilissimi per il loro frenetico ripetere come dischi rotti frasi come: "Questo è il miglior governo degli ultimi 150 anni", Meno male che Silvio c'è", "Le toghe rosse", "Il potere è in mano alle procure", "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", "Bunga-Bunga", e tante e tante altre. Si recano ad ogni manifestazione partecipando in maniera più che attiva, agghindati di tutto punto, come se fosse la finale dei mondiali. Nel momento in cui li si cerca di far notare chi è veramente il loro idolo si producono in arringhe difensive e strani sillogismi degni dei migliori Ghedini e Feltri.
Gli Zitti:  "Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio (Confucio)". Di gran lunga più pericolosi dei primi, sono coloro che ascoltano in silenzio ogni ragionamento politico e, non capendo un cazzo di: politica, coscienza civile e morra cinese, tolgono ogni dubbio quando dicono di apprezzare B. perché si è fatto da solo o perché alla sua età è ancora sessualmente attivo (special thanks to Viagra and Cialis). Di solito si riconoscono per la maglietta attillata cromata, i capelli nel gel, gli occhiali a mosca specchiati (o Carrera bianchi) e la tessera mediaset premium sempre carica per vedere le repliche delle partite anche d'estate. Si incontrano in grandi adunate note come "provini per un reality". I migliori tra loro vengono scelti. 
I Simulatori: categoria ancora in via di definizione. Tale imprecisione è dovuta al fatto che in giro non si possa trovare nessuno, che non sia appartenente alle prime due categorie, disposto ad ammettere di averlo votato. Di solito sono coloro che alla domanda "cosa hai votato?" rispondono con "Il voto è segreto", "Nessuno mi rappresenta" oppure con "Ho votato Berlusconi  perché non c'è un'alternativa". Sono di gran lunga i peggiori. Fingono stupore e incredulità quando li si fa notare chi è B. e sono pronti a giurare suoi propri figli che non l'hanno o che non l'avrebbero votato se avessero saputo, dando così la colpa ai media. Come sotto-categoria si potrebbero individuare i FalsiPentiti che di solito giurano di non votarlo più.

D'altronde nella terra dei ciechi governa chi ha un occhio solo, e questo il nostro giovane premier e i suoi compari lo hanno capito da tempo. 
Si potrebbe pensare ad una patente, rilasciata dopo un esame psico-attitudinale, che dà il diritto di voto.
"Limiti della democrazia: Votano anche gli stronzi (cit.)"

venerdì 27 agosto 2010

IL METODO GASPARRI

Come se non fosse bastata la calda estate politica - con la prospettiva di un autunno altrettanto rovente - iniziamo a contare i danni derivanti dalle insolazioni, come ogni anno micidiali.

L' "insolato" di oggi è - manco a farlo apposta - quel pio ometto di Maurizio Gasparri, l'anima candida e anche un po' naif che ha l'onore di rappresentare i senatori P2L.

Breve prologo: quei bolscevichi di Fini & Co., sono stati i penultimi, in ordine di tempo, a tacciare il P2L dell'uso di metodi di "killeraggio" mediatico per screditare avversari, oppositori o semplici critici, ricordando i metodi, usati da quella personcina a modo che risponde al nome di Vittorio Feltri contro il direttore di Avvenire Boffo prima e lo stesso Fini poi, basati su falsi dossier, chiacchiere da parrucchiera e indiscrezioni da bar. E' ormai evidente che Almirante ha inoculato nei vari Fini, Granata, Bocchino e amici il seme rosso del pensiero antiberlusconano, altro che Dio, Patria e Famiglia.

L'ultima voce a levarsi dal coro di pecore osannanti Governo e tirapiedi assortiti - mi vengono in mente così, su due piedi, quei geni di Unomattina Estate - è stata quella della cricca di mangiabambini accomodata nella redazione di Famiglia Cristiana, settimanale già ribattezzato dal Giornale del P2L "Fanghiglia Cristiana". Potevano, don Sciortino, Beppe Del Colle, Adriano Sansa, sfuggire agli strali dei lacchè di B.? Ovviamente no.

Nell'ultimo editoriale, a firma Del Colle (a B. il Colle gli sta proprio sulle scatole), si criticava il "metodo" di lotta politica usato dagli organi di informazione che fanno capo al Premier. Riporto l'ultima parte dell'articolo: " Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all'embrione e tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il "metodo Boffo" (chi dissente va distrutto) è fatto apposta".

Apriti cielo: i probivili del P2L hanno sguinzagliato la iena Gasparri il quale, intervistato da Luca Telese per Il Fatto Quotidiano (qui l'intervista), aprendo le fauci ha pensato bene di attaccare frontalmente il direttore del periodico Paolino, colpevole, secondo il nostro, di non celebrare la Messa quotidianamente, di "fare bisboccia" nei bar di una località turistica, ed altre amenità. Insomma, secondo Gasparri "Ahò, essendo che so' cattolico", don Sciortino non è degno di rappresentare la Chiesa: troppo libertino e licenzioso per giudicare e criticare l'operato altrui.

Sarà che nel P2L sono tutti timorati di Dio e conducono una vita ascetica e meditativa, sarà il caldo, ma Gasparri che si crede Torquemada è da neuro. Pardon, da frigorifero.