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martedì 8 marzo 2011

La duemilionesima goccia

Prendo spunto da questa affermazione fatta da questo dito medio:

"Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi» perchè «se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva»"

Sicuramente dopo tutto quanto il teatrino mediatico mi aspetto o una smentita o un "sono stata fraintesa" 
Onestamente non credo di essere nella condizione di giudicare il lavoro della magistratura ma certe affermazioni mi sembrano semplicemente inutili. 
Quello che ha detto la Santanchè è semplicemente incredibile perché rende i magistrati colpevoli due volte: di non aver fatto abbastanza per la povera Yara dando importanza a quattro veline al soldo di un velino in pensione.
Adesso, come al mio solito mi domando:
- C'è qualcosa di più schifoso che strumentalizzare la morte di una povera ragazzina per difendere un insulso verme?
- Quando ci stancheremo di sentire certe cose?
- Quando sarà colma la misura?

A voi la palla.


P.S.: Qui la replica della procura di Bergamo

martedì 2 novembre 2010

Nella terra dei ciechi


E' da molto tempo che cerco di scrivere questo post, stavo cercando la giuste motivazioni che sono arrivate stamattina. 

Volevo soffermarmi sul comportamento di quelli che poi si scoprono essere sostenitori di Berlusconi. Abbiamo sostanzialmente tre grandi categorie di "Berlu-Boys": gli ScudiUmani, gli Zitti e i Simulatori. Andiamo brevemente ad elencare le caratteristiche principali per ogni B-boy.
Gli ScudiUmani: sicuramente la categoria più rispettabile tra le tre, entrano in qualsiasi dibattito politico difendendo a spada tratta il loro beniamino come se fosse un parente o peggio qualcosa di più. Sono riconoscibilissimi per il loro frenetico ripetere come dischi rotti frasi come: "Questo è il miglior governo degli ultimi 150 anni", Meno male che Silvio c'è", "Le toghe rosse", "Il potere è in mano alle procure", "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", "Bunga-Bunga", e tante e tante altre. Si recano ad ogni manifestazione partecipando in maniera più che attiva, agghindati di tutto punto, come se fosse la finale dei mondiali. Nel momento in cui li si cerca di far notare chi è veramente il loro idolo si producono in arringhe difensive e strani sillogismi degni dei migliori Ghedini e Feltri.
Gli Zitti:  "Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio (Confucio)". Di gran lunga più pericolosi dei primi, sono coloro che ascoltano in silenzio ogni ragionamento politico e, non capendo un cazzo di: politica, coscienza civile e morra cinese, tolgono ogni dubbio quando dicono di apprezzare B. perché si è fatto da solo o perché alla sua età è ancora sessualmente attivo (special thanks to Viagra and Cialis). Di solito si riconoscono per la maglietta attillata cromata, i capelli nel gel, gli occhiali a mosca specchiati (o Carrera bianchi) e la tessera mediaset premium sempre carica per vedere le repliche delle partite anche d'estate. Si incontrano in grandi adunate note come "provini per un reality". I migliori tra loro vengono scelti. 
I Simulatori: categoria ancora in via di definizione. Tale imprecisione è dovuta al fatto che in giro non si possa trovare nessuno, che non sia appartenente alle prime due categorie, disposto ad ammettere di averlo votato. Di solito sono coloro che alla domanda "cosa hai votato?" rispondono con "Il voto è segreto", "Nessuno mi rappresenta" oppure con "Ho votato Berlusconi  perché non c'è un'alternativa". Sono di gran lunga i peggiori. Fingono stupore e incredulità quando li si fa notare chi è B. e sono pronti a giurare suoi propri figli che non l'hanno o che non l'avrebbero votato se avessero saputo, dando così la colpa ai media. Come sotto-categoria si potrebbero individuare i FalsiPentiti che di solito giurano di non votarlo più.

D'altronde nella terra dei ciechi governa chi ha un occhio solo, e questo il nostro giovane premier e i suoi compari lo hanno capito da tempo. 
Si potrebbe pensare ad una patente, rilasciata dopo un esame psico-attitudinale, che dà il diritto di voto.
"Limiti della democrazia: Votano anche gli stronzi (cit.)"

venerdì 27 agosto 2010

IL METODO GASPARRI

Come se non fosse bastata la calda estate politica - con la prospettiva di un autunno altrettanto rovente - iniziamo a contare i danni derivanti dalle insolazioni, come ogni anno micidiali.

L' "insolato" di oggi è - manco a farlo apposta - quel pio ometto di Maurizio Gasparri, l'anima candida e anche un po' naif che ha l'onore di rappresentare i senatori P2L.

Breve prologo: quei bolscevichi di Fini & Co., sono stati i penultimi, in ordine di tempo, a tacciare il P2L dell'uso di metodi di "killeraggio" mediatico per screditare avversari, oppositori o semplici critici, ricordando i metodi, usati da quella personcina a modo che risponde al nome di Vittorio Feltri contro il direttore di Avvenire Boffo prima e lo stesso Fini poi, basati su falsi dossier, chiacchiere da parrucchiera e indiscrezioni da bar. E' ormai evidente che Almirante ha inoculato nei vari Fini, Granata, Bocchino e amici il seme rosso del pensiero antiberlusconano, altro che Dio, Patria e Famiglia.

L'ultima voce a levarsi dal coro di pecore osannanti Governo e tirapiedi assortiti - mi vengono in mente così, su due piedi, quei geni di Unomattina Estate - è stata quella della cricca di mangiabambini accomodata nella redazione di Famiglia Cristiana, settimanale già ribattezzato dal Giornale del P2L "Fanghiglia Cristiana". Potevano, don Sciortino, Beppe Del Colle, Adriano Sansa, sfuggire agli strali dei lacchè di B.? Ovviamente no.

Nell'ultimo editoriale, a firma Del Colle (a B. il Colle gli sta proprio sulle scatole), si criticava il "metodo" di lotta politica usato dagli organi di informazione che fanno capo al Premier. Riporto l'ultima parte dell'articolo: " Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all'embrione e tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il "metodo Boffo" (chi dissente va distrutto) è fatto apposta".

Apriti cielo: i probivili del P2L hanno sguinzagliato la iena Gasparri il quale, intervistato da Luca Telese per Il Fatto Quotidiano (qui l'intervista), aprendo le fauci ha pensato bene di attaccare frontalmente il direttore del periodico Paolino, colpevole, secondo il nostro, di non celebrare la Messa quotidianamente, di "fare bisboccia" nei bar di una località turistica, ed altre amenità. Insomma, secondo Gasparri "Ahò, essendo che so' cattolico", don Sciortino non è degno di rappresentare la Chiesa: troppo libertino e licenzioso per giudicare e criticare l'operato altrui.

Sarà che nel P2L sono tutti timorati di Dio e conducono una vita ascetica e meditativa, sarà il caldo, ma Gasparri che si crede Torquemada è da neuro. Pardon, da frigorifero.

domenica 21 marzo 2010

VERDINI DI RABBIA

Non mi fermo a discutere sui numeri di ieri, a quanto pare i comunisti mangiabambini si sono impossessati della questura romana. Posso solo dirvi che, essendo personalmente stato in mezzo a un milione e duecentomila persone, posso oggettivamente affermare che Verdini ieri abbia sparato una grande cazzata.

Fosse l'unica... il signor Verdini, con il suo vocione roboante e la dialettica stentorea (una perfetta campana per il presidente più liftato degli ultimi 150 anni di storia italiana), ha inviato una simpatica letterina, quasi un "rientro nei ranghi" - o di richiesta di un "pizzo" ideologico, considerando il tono della misssiva - dalle parti dell'Aquila e dintorni. Qui il testo originale, su pregevole carta intestata P2L.

Leggiamo insieme questa lettera d'amore:

La prima frase affettuosa è ovviamente "Io credo che il Governo Berlusconi abbia fatto per l'Abruzzo qualcosa che non è mai stato fatto nella storia del Paese": sa un po' come "siete fortunati, nonostante il terremoto, la crisi e i problemi vi abbiamo ricostruito le case non per assolvere un dovere di governo ma perché siamo generosi, volevamo omaggiarvi delle nostre maestranze perché in fondo crediamo che l'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio".

L'altra frase sicuramente commovente è "non posso credere che questa popolazione, beneficiata dalla straordinaria opera di Berlusconi (mi sono perso gli attimi in cui il cavaliere dimezzato si è trasformato in carpentiere, nda), non riempia 100 pullman (5000 persone) oltre quelli già organizzati". Per la serie "non state ringraziando Berlusconi e i suoi salvatori come dovreste, siete degli ingrati, si tratterebbe solo di un pic-nic, un campeggio a Roma, che vi costa? E' un vostro dovere partecipare alla manifestazione, ce lo dovete, in fondo è un piccolo favore...". Evidentemente, gli Abruzzesi, alla parola "pic-nic" o "campeggio" si sentono un po' presi per il culo.

Ed evidentemente, hanno ben chiaro che il governo abbia tentato - sbagliando, in tante fasi, e spesso attribuendosi meriti non propri - di fare il proprio dovere, senza però mettere in conto che poi questa improvvisa "munificenza" si sarebbe trasformata in un contratto capestro: nessuno si deve sognare di bussare alla porta delle New Town a battere cassa, o di scendere al ricatto morale.

La chiosa finale è semplicemente strappalacrime, e si commenta da sola: "La casa è un bene primario di tutta una vita e soprattutto per tutte quante persone una casa ricostruita dopo un evento così disastroso vale il doppio. Dovete provarci, una classe dirigente di un grande partito si misura anche su questo. Se non risponde l'Abruzzo non vale niente governare! Un abbraccio".

Che dire, è la punta più alta delle epistole del Partito dell'Amore.