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martedì 8 marzo 2011

La duemilionesima goccia

Prendo spunto da questa affermazione fatta da questo dito medio:

"Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi» perchè «se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva»"

Sicuramente dopo tutto quanto il teatrino mediatico mi aspetto o una smentita o un "sono stata fraintesa" 
Onestamente non credo di essere nella condizione di giudicare il lavoro della magistratura ma certe affermazioni mi sembrano semplicemente inutili. 
Quello che ha detto la Santanchè è semplicemente incredibile perché rende i magistrati colpevoli due volte: di non aver fatto abbastanza per la povera Yara dando importanza a quattro veline al soldo di un velino in pensione.
Adesso, come al mio solito mi domando:
- C'è qualcosa di più schifoso che strumentalizzare la morte di una povera ragazzina per difendere un insulso verme?
- Quando ci stancheremo di sentire certe cose?
- Quando sarà colma la misura?

A voi la palla.


P.S.: Qui la replica della procura di Bergamo

giovedì 3 marzo 2011

Non siete stato voi - Caparezza

Non siete Stato voi che parlate di libertà come si parla di una notte brava dentro i lupanari. 
Non siete Stato voi che trascinate la nazione dentro il buio ma vi divertite a fare i luminari. 
Non siete Stato voi che siete uomini di polso forse perchè circondati da una manica di idoti. 
Non siete Stato voi che sventolate il tricolore come in curva e tanto basta per sentirvi patrioti.
Non siete Stato voi nè il vostro parlamento di idolatri pronti a tutto per ricevere un'udienza.
Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda ma non ne pagate mai la conseguenza.
Non siete Stato voi che stringete tra le dita il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi. 
Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati andando nei salotti a fare i saltimbanchi. 
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi, uomini boia con la divisa che ammazzate di percosse i detenuti.
Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate prese a calci come sacchi di rifiuti. 
Non siete Stato voi che mandate i vostri figli al fronte come una carogna da una iena che la spolpa. 
Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle bare per addormentare ogni senso di colpa. 
Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparai, sempre in cerca di un nemico per la lotta. 
Non siete Stato voi che brucereste come streghe gli immigrati salvo venerare quello nella grotta. 
Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi e la costituzione sotto i piedi. 
Non siete Stato voi che meritereste d'essere estirpati come la malerba delle vostre sedi. 
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi.
Non siete Stato voi che brindate con il sangue di chi tenta di far luce sulle vostre vite oscure. 

Non siete Stato voi che vorreste dare voce a quotidiani di partito muti come sepolture. 
Non siete Stato voi che fate leggi su misura come un paio di mutande a seconda dei genitali. 
Non siete Stato voi che trattate chi vi critica come un randagio a cui tagliare le corde vocali. 
Non siete Stato voi , servi , che avete noleggiato costumi da sovrani con soldi immeritati, siete voi confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati 
come voi che i mafiosi li chiamate eroi e che il corrotto lo chiamate pio e ciascuno di voi,
implicato in ogni sorta di reato fissa il agistrato e poi giura su Dio " Non sono stato io".



martedì 14 dicembre 2010

Parole che fanno bene (Niccolò Fabi)

Parlo per me, per il mio paese 
per quella parte che tace e non dice
che gli soffoca in gola uno strillo per lo sgomento 
di uno spettacolo indegno per cui paga e non ha scelto 
di chi segue il bastone del pastore o l'etichetta dov'è scritto il proprio nome 
e se costruire il futuro è inginocchiarsi ed accendere un cero 
complimenti, complimenti davvero 
e pascoliamo pascoliamo pascoliamo e pure in un campo a caso e che sia vicino casa  
emigriamo soltanto dal divano al davanzale 
prigionieri con il il terrore di essere liberati di essere liberi 
caro mercato io ti vedo costretto ad offrirci qualcosa che non ti e' richiesto per il tuo bisogno per il tuo commercio 
la merce marcisce nei supermercati davanti a intestini accorciati di uomini obesi annoiati 
ossessionati dalla forma 
ossessionati dalla norma 
non ci siamo non ci siamo non ci siamo
allora una parola lanciata nel mare con un motivo ed un salvagente che semplicemente fa il suo dovere, una parola che non affonda che magari genera un'onda che increspa il piattume e lava il letame


Ho voluto solo riprendere il testo di questa, a mio parere bellissima, canzone di Niccolò Fabi, per riassumere un po' il mio pensiero sulla giornata di oggi relativo alle reazione dei sostenitori di Berlusconi dopo la notizia del fallimento della mozione di sfiducia. 
A questi individui dico, continuate ad essere contenti, continuate ad ascoltare le "parole che fanno bene" visto che i fatti sembrano non riguardarvi. Quando, un giorno, vi sveglierete dal vostro torpore, capirete e supplicherete il vostro di idolo: "Fai qualcosa..?", vi renderete conto che ride, dall'alto della sua reggia e dietro la risata candidamente risponde: "NO" 

martedì 2 novembre 2010

Nella terra dei ciechi


E' da molto tempo che cerco di scrivere questo post, stavo cercando la giuste motivazioni che sono arrivate stamattina. 

Volevo soffermarmi sul comportamento di quelli che poi si scoprono essere sostenitori di Berlusconi. Abbiamo sostanzialmente tre grandi categorie di "Berlu-Boys": gli ScudiUmani, gli Zitti e i Simulatori. Andiamo brevemente ad elencare le caratteristiche principali per ogni B-boy.
Gli ScudiUmani: sicuramente la categoria più rispettabile tra le tre, entrano in qualsiasi dibattito politico difendendo a spada tratta il loro beniamino come se fosse un parente o peggio qualcosa di più. Sono riconoscibilissimi per il loro frenetico ripetere come dischi rotti frasi come: "Questo è il miglior governo degli ultimi 150 anni", Meno male che Silvio c'è", "Le toghe rosse", "Il potere è in mano alle procure", "L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", "Bunga-Bunga", e tante e tante altre. Si recano ad ogni manifestazione partecipando in maniera più che attiva, agghindati di tutto punto, come se fosse la finale dei mondiali. Nel momento in cui li si cerca di far notare chi è veramente il loro idolo si producono in arringhe difensive e strani sillogismi degni dei migliori Ghedini e Feltri.
Gli Zitti:  "Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi piuttosto che parlare e togliere ogni dubbio (Confucio)". Di gran lunga più pericolosi dei primi, sono coloro che ascoltano in silenzio ogni ragionamento politico e, non capendo un cazzo di: politica, coscienza civile e morra cinese, tolgono ogni dubbio quando dicono di apprezzare B. perché si è fatto da solo o perché alla sua età è ancora sessualmente attivo (special thanks to Viagra and Cialis). Di solito si riconoscono per la maglietta attillata cromata, i capelli nel gel, gli occhiali a mosca specchiati (o Carrera bianchi) e la tessera mediaset premium sempre carica per vedere le repliche delle partite anche d'estate. Si incontrano in grandi adunate note come "provini per un reality". I migliori tra loro vengono scelti. 
I Simulatori: categoria ancora in via di definizione. Tale imprecisione è dovuta al fatto che in giro non si possa trovare nessuno, che non sia appartenente alle prime due categorie, disposto ad ammettere di averlo votato. Di solito sono coloro che alla domanda "cosa hai votato?" rispondono con "Il voto è segreto", "Nessuno mi rappresenta" oppure con "Ho votato Berlusconi  perché non c'è un'alternativa". Sono di gran lunga i peggiori. Fingono stupore e incredulità quando li si fa notare chi è B. e sono pronti a giurare suoi propri figli che non l'hanno o che non l'avrebbero votato se avessero saputo, dando così la colpa ai media. Come sotto-categoria si potrebbero individuare i FalsiPentiti che di solito giurano di non votarlo più.

D'altronde nella terra dei ciechi governa chi ha un occhio solo, e questo il nostro giovane premier e i suoi compari lo hanno capito da tempo. 
Si potrebbe pensare ad una patente, rilasciata dopo un esame psico-attitudinale, che dà il diritto di voto.
"Limiti della democrazia: Votano anche gli stronzi (cit.)"

domenica 25 aprile 2010

Cantiamo insieme.

In risposta a questa dichiarazione fortunatamente rientrata, vi invitiamo a cantare insieme a noi:


Una mattina mi son svegliato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir

Seppellire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior

E le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
mi diranno che bel fior

Questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà



Riprendo un passaggio scritto un anno fà:
Questa festa non è di Berlusconi, nè della sinistra, questa festa è nostra, che siamo (o crediamo di essere) ancora liberi, è di tutte le persone che vogliono essere libere e conservare quello che i partigiani ci hanno regalato pagando loro stessi un prezzo enorme. 

Buon 25 Aprile a tutti.

giovedì 15 aprile 2010

Sparare sulla croce rossa...

Sto guardando Annozero, come ogni giovedì sera.
Generalmente mi limito ad ascoltare senza commentare sul blog, perché è sempre troppo facile commentare le parole uscite da una trasmissione televisiva che completa sempre le discussioni che impone.
Sto guardando il Ministro della difesa, nella persona di Ignazio La Russa, e un politologo, tale Edward Luttwak, attaccare in maniera ingiusta e distruttiva Gino Strada, rappresentante l'organizzazione non governativa Emergency.
Il politologo ha attaccato le organizzazioni non governative citando alcuni casi in cui tali organizzazioni hanno pagato le milizie per poter operare; tutto giusto, almeno fino a quando si avessero delle prove sul fatto che Emergency, abbia effettivamente fatto ciò, prove che non ci sono. Tale politologo, che a mio parere più che rumeno sembra un Tedesco di circa sessant'anni fa, ha poi proseguito dicendo che i tre medici italiani non hanno diritto alla tutela del governo italiano perché fanno parte di un organizzazione non governativa.
Il Ministro della difesa ha addirittura affermato che i tre medici italiani potrebbero  aver effettivamente aiutato i terroristi afghani ("se sono innocenti.."). 
Gino Strada si è difeso dicendo che Emergency è sempre stata e sempre sarà contro tutti i terrorismi e contro la violenza in generale.
Qualcuno si è dimenticato cosa è Emergency e di quello che ha fatto e fa.
Io non so come sono andate le cose, se nella vicenda ci sono dei colpevoli e se è giusto sequestrare (perchè di questo si tratta) 3 cittadini italiani. 
Io sto con Emergency. 

domenica 28 febbraio 2010

Come Ponzio Pilato...

Da quanto tempo il popolo se ne lava le mani?




E' proprio vero. In Italia la democrazia e la libertà non interessano, gli italiani preferiscono pulirsi il sedere.

martedì 9 febbraio 2010

A cosa credere?

Dal titolo potrebbe sembrare che io abbia intenzione di parlare di mafia e pentiti. Chi ha pensato così rimarrà deluso. Parliamo di tasse. Riporto fedelmente tre titoli di una famosa testata, rispettivamente del 14 e del 22 Gennaio e del 6 di Febbraio di quest'anno:

14 Gennaio: Tasse, il Premier: "Non c'è la possibilità di ridurle". (1)
22 Gennaio: Berlusconi: "Crisi, ma tasse non salite". (2)
6 Febbraio: Berlusconi: "Tasse abbassate anche con la crisi". (3)

Per correttezza nei vostri confronti ho preso i tre articoli dallo stesso giornale e più precisamente da questi link: 1 2 3. Ho scelto "Il Giornale" per zittire sul nascere tutte le eventuali polemiche che potrebbero arrivare da qualche popolibertino che passa di qua per caso, o per errore.

Dal punto di vista cronologico le affermazioni potrebbero anche essere accettabili. Non sto neanche lì a verificare la veridicità delle affermazioni del premier. Quello su cui voglio soffermarmi è la confusione che determinate affermazioni, susseguendosi, possono procurare in chi ascolta le notizie. Questo è solo un piccolo esempio. Sminuire l'accaduto e liquidarlo come una semplice mancanza di coerenza non sarebbe da me e da buon "seminatore di odio" mi interrogo e cerco di darmi delle risposte. Secondo me questi avvenimenti mediatici servono soltanto per alimentare la mancata percezione della verità e fare in modo che le persone credano a ciò che fa loro più comodo senza più ricercare la notizia vera e distinguerla da quella falsa.

Dov'è la verità?
Come al solito, passo a voi la palla.

mercoledì 3 febbraio 2010

MINGHIATE


Riprendo un titolo caro ai vari "Libero" e "il Giornale".

In questi giorni si sta assistendo allo sputtanamento - a reti unificate, o quasi - di tutti gli avversari, diretti e indiretti - del Premier. La D'Addario viene additata come una prostituta al soldo di non-si-sa-quale organismo sovversivo (a chi importa, poi, che fosse stata candidata nelle liste de "La Puglia prima di tutto" alle ultime comunali di Bari), e il suo raccontino è semplicemente fango gettato sul povero Volto Infrangibile di Silvio. Michiate: anzi, puttanate, come hanno sottolineato i giornali vicini al Cavaliere. O, come direbbe Totò, "quisquilie, pinzellacchere": il Principe della Risata sarebbe stato sicuramente più signorile.

Sono convinto che gli italiani dimenticheranno in fretta la signorina D'Addario, non faranno più caso né all'infedeltà coniugale del Premier (un "fatto privato" in cui Berlusconi è l'ignaro "utilizzatore finale") né tantomeno al mercimonio politico - il "ciarpame", tanto per capirci, ventilato dalla signora Veronica - che prevede candidature in cambio di sesso, con tutti i rischi di ricattabilità che questa situazione porta. Mi viene in mente una vecchia canzone di Fabrizio De André "è mai possibile o porco d'un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane?".


Il secondo punto del lavafaccia berlusconiano riguarda le storie di mafia, più volte definite "minchiate" dal sig. Marcello Dell'Utri. Qui sarà più difficile forzare la memoria degli italiani, anche se gli eroici tentativi da parte di Dell'Utri & co. non mancano. Riassumiamo:

--- "Il fattore Vittorio Mangano (condannato all'ergastolo, ndr), condannato in primo grado all'ergastolo, è morto per causa mia. Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo." (2008)

--- "Spatuzza (un pentito ritenuto attendibile) ha interesse a buttare giù il governo che gli lotta contro. Spatuzza non è un pentito dell'antimafia, ma della mafia. Sono tranquillo ma assisto ad uno spettacolo incredibile. Mi sento a teatro, ma il protagonista-imputato non sono io, è un altro". (2009)

--- "Mangano era un fattore venuto ad Arcore nel '74, ho spiegato bene come è venuto e cosa ha fatto. Era stato un anno con me perchè lavorava nella villa di Berlusconi e non potevo non riceverlo quando tornava. È venuto fuori dopo che aveva odore di mafia, non potevo saperlo [...] ripeto che è stato eroico il suo comportamento, Non so se avrei fatto lo stesso- In carcere, ammalato, fu invitato a parlare di Berlusconi e di me in maniera non positiva, non ha detto nulla, solo che eravamo due persone per bene, anche se gli era stato promesso di uscire" (2009)

--- "Sono meravigliato della dignità e della compostezza di questo signore (Filippo Graviano, un mafioso che non ha nessuna intenzione di pentirsi, ndr). Nel guardarlo ho avuto l'impressione di dignità da parte di uno che si trova in carcere e ha delle sofferenze" (2009)


--- (a proposito delle dichiarazioni di Ciancimino jr.) "Non mi interessa..tanto quello che dice un Ciancimino, che è un falso Ciancimino, perchè quello vero era il padre (Don Vito Ciancimino, condannato a 13 anni per concorso esterno in associazione mafiosa) che non ha mai detto niente"

Ricordo a tutti che è in discussione una legge stermina-pentiti (o salva-Dell'Utri, fate voi).

Sono davvero tutte "minchiate"? Ne siamo convinti?

martedì 19 gennaio 2010

Indignazione ad orologeria

Ho aspettato un po' prima di scrivere questo post, per diversi motivi. Volevo parlare a bocce ferme dell'argomento. Non so se qualcuno di voi si ricorda cosa successe su internet, specialmente su facebook dopo l'aggressione al premier; proliferarono numerosi gruppi di "sostegno" a Massimo Tartaglia e questo fece infuriare il governo, nella persona del ministro Maroni, che annunciò pugno duro, con annesse minacce di chiusura, nei confronti di siti e gruppi che istigassero alla violenza.
Nei giorni successivi all'accaduto le battute da parte degli utenti facebook si sono sprecate e secondo me sono servite a stemperare la tensione del brutto episodio accaduto. Ho potuto notare che alle varie affermazioni, più o meno spiritose, qualcuno rispondeva in maniera altrettanto spiritosa e qualcun'altro ammoniva perché "non si mostrava rispetto". Premesso che questo blog condanna la violenza in tutte le sue forme, volevo soffermarmi su come l'indignazione sia scoppiata e scoppi solo quando lo schifo della rete ha colpito e colpisce il premier. Dopo "l'aggressione" al Papa in vaticano alcuni utenti facebook non si sono trattenuti nel fare battute spiritose  (qualcuno ha addirittura decretato che fosse calcio di  rigore...papale papale...) ma dell''indignazione e del richiamo al rispetto dei sostenitori del partito dell'amore non c'è stata traccia.
Mentre scrivo sono davanti a gruppi facebook come "Terremoto Haiti 100.000 morti: Fottesega!!! (descrizione: lo ha voluto iddio)" o "Adotta un bambino haitiano morto" e mi chiedo: dov'è l'indignazione? Dov'è la ragionevole risposta all'imbecillità? Dov'è il pugno di ferro del ministro Maroni?
Perché nessuno, non dico un ministro, ma almeno una fonte autorevole di informazione non parla di questi episodi? Sicuramente si tratta di pochi isolati imbecilli ma questo non è un buon motivo per chiudere gli occhi. E' vero che, grazie alla numerose segnalazioni degli altri utenti facebook, tali gruppi vengono chiusi per mano degli amministratori, ma questo, secondo me, non sminuisce il fenomeno visto che poi gruppi dello stesso stampo nascono in maniera continuata.
Dite la vostra.

giovedì 24 dicembre 2009

Tanti Auguri

Gli Abbronzati vi augurano un felice Natale.

Un augurio particolare a tutti coloro che passeranno il natale in condizione di difficoltà come le persone che all'Aquila passeranno il primo natale dopo il sisma ed agli operai di Termini Imerese che stanno lottando per il loro posto di lavoro.

domenica 20 dicembre 2009

SE QUESTO E' UN UOMO


Si è appena conclusa una settimana dura, per la civiltà in Italia. Partendo dal discorso già affrontato dell'aggressione (deprecata in tutte le salse, anche da noi su queste pagine) al Premier, si è scatenata una "caccia alle streghe", nel tentativo di dare un nome e un cognome a colui il quale ha armato la mano di Tartaglia con un "eburneo duomino".

I teoremi accusatori - una volta tanto usiamo una locuzione coniata in quel di Arcore, permettetecelo - hanno "dimostrato" che, tra gli altri terroristi mediatici, mandanti morali dell'aggressione a Berlusconi, Marco Travaglio sia una sorta di "primus super pares" (qui ci viene in aiuto il maestro Ghedini).

Bene, Marco Travaglio è stato paragonato a questi figuri qua:







N. A. R. e B. R. per par condicio, e terrorismo internazionale perché ormai siamo in un mondo globalizzato.

Marco Travaglio, secondo l'eminente esponente del P2L, Fabrizio Cicchitto, sarebbe paragonabile, a causa delle sue dichiarazioni contra-premier, alla Lioce, a Bin Laden, a chi si fa saltare in aria quotidianamente in Medio Oriente.

Personalmente credo sia "solo" un giornalista che esercita il diritto/dovere di cronaca, e, prima che un professionista, un uomo al quale va la mia personale e modestissima solidarietà, oltre che a quella degli abbronzati, che nel loro piccolissimo e nel limite delle loro capacità sostengono la libera informazione (senza pretesa di fare informazione, come scritto nel primissimo post).

Fa pensare che il recente premio per la libertà di stampa, consegnato dal DJV (l'associazione dei giornalisti tedeschi, la più grande associazione giornalistica europea, mica cotica), sia stato vinto, in precedenza, da un giornalista serbo e da un collega russo, provenienti quindi da Paesi in cui la libertà di stampa non è certo una verità matematica.

Giusto per riassumere, in Serbia, appena dieci anni fa, infuriava la guerra, ed il mestiere del giornalista era piuttosto rischioso. In Russia, si sa, i giornalisti scomodi vengono fatti fuori da non si sa chi, e la povera Anna Politkovskaja è solo la punta di questo triste iceberg.

Marco Travaglio, quindi, vince un premio generalmente assegnato a giornalisti che operano in paesi "ai bordi" della democrazia, volendo usare un eufemismo, e vengono spesso uccisi, volendo essere realisti. Qui in Italia i pochi giornalisti non ancora asserviti al potere campano, ma vengono screditati in pubblico ed additati come terroristi/fomentatori/seminatori di odio: sappiamo che, secondo la prassi italiana, l'isolamento è l'anticamera dell'omicidio. Eccone un esempio:



E' successo così per Falcone, è successo così per don Diana (si diceva che andasse a prostitute) e don Puglisi, è successo così per Peppino Impastato, il cui omicidio fu camuffato da "fallito attentato terroristico" nella cui preparazione Impastato presumibilmente perse la vita.

Dobbiamo aspettare che Travaglio faccia la stessa fine, per chiamarlo eroe?

lunedì 14 dicembre 2009

No no...ma stiamo calmi...

Premessa: non siamo a favore i gesti violenti, condanniamo su tutta la linea quello che è successo.


Veniamo a quello che è venuto dopo:
Abbassiamo i toni, dicono tutti, calmiamoci, non litighiamo o facciamolo piano piano...

Che cosa significa abbassare i toni? cosa significa calmarsi?
Che dobbiamo essere più buoni perché arriva il natale? Che il dibattito politico deve essere interrotto in attesa che la barella esca dal campo?

Cosa dovrei fare? Dimenticarmi di chi è solo perché è stato aggredito? Dovrei dimenticarmi di processi, leggi ad personam e delle sue recenti dichiarazioni contro la consulta e capo dello stato?
Mi dispiace ma non mi va, non ci sto proprio.
A voi la palla.

venerdì 11 dicembre 2009

B'S BROTHERS

Oggi, a Torino, ci sarà l'attesa deposizione dei fratelli Graviano, ossia coloro i quali hanno messo mezza Italia a ferro e fuoco tra il 1992 e il 1993. Saranno tenuti a confermare o smentire le parole del pentito Spatuzza: sarà sinceramente "divertente" ascoltare questi personaggi, indubbiamente le loro dichiarazioni avranno un peso impressionante, anche se la vera "bomba atomica" scoppierebbe solo se i Graviano dovessero decidersi di pentirsi.

Caso A: i Graviano smentiscono in toto Spatuzza... a chi credere? Sicuramente vedremo le orde di demagoghi dell'ultima ora santificare i Graviano (assassini "quanto", se non "più", di Spatuzza) e maledire chi ha assassinato 40 persone, si è autoaccusato dell'aver commesso sei stragi e di aver ucciso un ragazzino sciogliendone il corpo nell'acido. Si porrebbe il problema dell'equazione assassino = bugiardo, equazione terribilmente preventiva - e prevenuta - assunta come linea di difesa dai vari Dell'Utri & Co.

Caso B: Graviano 1 e Graviano 2 confermano le parole di Spatuzza virgola per virgola. Qui iniziano i problemi: i soliti demagoghi già citati sbandiererebbero il teorema di Dell'Utri - La Russa (per ogni pentito appartenente alla mafia, condizione necessaria e sufficiente affinché sia un bugiardo è che esso sia un assassino efferato).

E tutti quelli - come il sottoscritto - che non considerano necessariamente un assassino alla stregua di Pinocchio?

E tutti quelli -come il sottoscritto - che conoscono le parole di Spatuzza, alle quali hanno attribuito il giusto peso, in attesa delle doverose verifiche?

E tutti quelli - come il sottoscritto - che si sono presi la briga di andare a scaricare un file di 1771 pagine, traendone interessanti conclusioni - leggi: prove formatesi in un processo, quindi vere "fino a querela di falso", come direbbe un avvocato - sui rapporti tra il Senatore (?) Marcello Dell'Utri e la mafia?

E tutti quelli - come il sottoscritto - che hanno cercato il nome "Berlusconi" all'interno di detto file, lo hanno trovato 200 volte solo nelle prime 300 pagine, associato a ogni tipo di situazione e di delinquente?

Io credo che, in caso di riscontri tra le parole di Graviano e di Spatuzza, siano necessarie le dimissioni da parte del Premier, per il bene del Paese: al di là dei successivi accertamenti necessari per la verifica di queste accuse, mi sembra evidente che un soggetto accusato da più parti di aver avuto rapporti di collaborazione con la mafia non possa governare serenamente.

Conoscendo il soggetto, mi vengono in mente tre possibili conseguenze, in caso di riscontri positivi riguardo alle accuse dei pentiti da parte dei magistrati, anticamera del rinvio a giudizio:

1) scappa a Panama: diventerà contumace come il suo amico Craxi;

2) si suicida: innalzato a martire per la libertà da parte di Gasparri e cricca;

3) si dimetterà e si farà processare.

dunque...

1) la linea fuggiasca: il contumace starebbe in panciolle a Panama (una gigante Villa Certosa), trascorrerebbe tranquillo gli anni che gli mancano (eh sì, anche B. non è eterno), dopodiché verrà santificato da un qualche suo simile (penso sempre a Gasparri). L'ipotesi 1) è altamente probabile.

2) la linea "truculenta": Berlusconi è un aziendalista, prima ancora che narcisista. Dopo aver speso centinaia di migliaia di euro in trucco, parrucco, lifting, capelli nuovi, cerone, per sembrare 20 anni più giovane (?), sarebbe un peccato mandare tutto a puttane (scusate il gioco di parole). Ipotesi improbabile.

3) la linea normale: ah già... parliamo di Berlusconi...

lunedì 7 dicembre 2009

Solo un magistrato

Qui sotto vi riporto i tre video dell''intervista di Fabio Fazio a Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Repubblica a Torino, ex consulente della Commissione Stragi ed ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura.
Come al solito il magistrato in questione non dice cose fuori dal normale, semplicemente rimanda a cosa dovrebbe succedere in alcune situazioni, in un paese normale.
Anche se l'intervista è po' lunga vi suggerisco di vederla per intero. Buona visione




sabato 5 dicembre 2009

I pentiti sono inattendibili....

...perché sono ex mafiosi.
Anche lui è inattenbile???

E se qualche Berluschino avesse il coraggio di dire che Borsellino era di sinistra rispondo in anticipo dicendo che votava Movimento Sociale...così evitate di sporcarne la memoria.  Continuate ad arrampicarvi sugli specchi...noi la verità la sappiamo. Ce l'ha lasciata lui, che è saltato in aria perché credeva nella giustizia e nella verità.

mercoledì 2 dicembre 2009

UN BLASFEMO

Recentemente è saltata fuori una registrazione contenente una discussione privata, dal tono conviviale, tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e un procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi (nella lista nera personale del Premier quale "attentatore" alla vita delle reti Tv del Cavaliere).

In questa "intervista", l'On. Fini dice tante cose sensate e semplicissime: dalla necessità di indagare a fondo sulle rivelazioni dei pentiti di mafia, alla necessità - non meno importante - di far comprendere al sig. Berlusconi che il mandato elettorale - peraltro, è il Parlamento, consultatosi con il Presidente della Repubblica, che determina le sorti del Governo in base alla fiducia... è il Parlamento ad essere eletto dal popolo, anche se l'attuale legge elettorale "porcata" non permette al cittadino di eleggere il candidato di fiducia - non garantisce mai un'impunità verso gli altri organi istituzionali.

Niente di speciale, il Presidente della Camera ha ribadito alcuni concetti elementari alla base del reciproco rispetto istituzionale, rispetto che indubbiamente Berlusconi fa mancare nei confronti del Capo dello Stato, dei giudici (penali o civili, poco importa) e della Corte Costituzionale.

Apriti cielo... i fedayn di Silvio si sono scagliati contro il Presidente Fini, da Capezzone a Bondi - quest'ultimo ormai ha accantonato il ruolo di ministro e ha ripreso i panni del difensore cieco del Cav. - mentre Berlusconi ne chiedeva la testa. Avrebbe detto, ai responsabili del PdL, che "o quell'ingrato di Fini fa marcia indietro, o è fuori". Scajola, per ultimo, ha ribadito il concetto secondo cui Fini, qualora non si riconoscesse nelle linee guida dettate dal PdL – rivelate dal Lider Minimo Silvio in persona - dovrebbe farsi da parte e dimettersi.

Evidentemente all'interno del PdL non è consentito sgarrare, avere idee differenti da quelle "concordate" e a cui bisogna uniformarsi. Il problema è duplice:

- in un qualsiasi partito, esistono le correnti: sta ai coordinatori mettere d'accordo tali correnti sulla base di un programma condiviso, ma è fuor di dubbio che ogni corrente abbia il suo pensiero, che non indebolisce il partito ma lo arricchisce.

- in questo caso, Fini non ha espresso l'idea di una corrente, ma ha RIBADITO dei concetti sacrosanti dettati dalla COSTITUZIONE.

Berlusconi teme un possibile leader forte all'interno della destra, che possa ammazzare il Berlusconismo: per questo vuole esclusivamente soldati lobotomizzati alle sue dipendenze, d'altronde PdL sta per "Partito della Lobotomia".

In conclusione, mi viene da dire... quali sono i 10 comandamenti (sembrerebbe quasi un diktat mafioso) che ogni affiliato PdL deve rigorosamente rispettare, pena l'espulsione immediata?

Sicuramente esisterà qualcosa tipo "ama Berlusconi come te stesso", "straccia la Costituzione quando puoi", "ruba, dì falsa testimonianza, desidera la donna d'altri", stando a quanto abbiamo dovuto assistere in questo anno e mezzo.

Ah, blasfemo d'un Fini...

domenica 29 novembre 2009

MAFIOSO E' CHI IL MAFIOSO FA

Vorrei riassumere brevemente alcuni fatti accaduti nell'ultimo fine settimana: due giornali, uno di proprietà della famiglia Berlusconi, l'altro notoriamente vicino agli ideali del Premier, riportano la seguente notizia:


notizia da "Libero": Berlusconi indagato dalla Procura di Firenze per mafia, seguono smentita e indignazioni varie.


notizia da "Il Giornale", stessa solfa (ricordo che "Il Giornale", venerdì, aveva diffuso la falsa notizia di un inciucio hard tra la deputata PredeLina Alessandra Mussolini ed il segretario di FN, Roberto Fiore).


Ora, la guerra insegna che il "fuoco amico" fa male quanto - se non più - del fuoco nemico: soldati o civili morti non riescono quasi mai a capire se chi preme il grilletto sia un nemico o il compagno di plotone.


Il "fuoco amico" mediatico, invece, stranamente non causa danni, anzi: fornisce una nuova scusa che permette agli amici (evidentemente Berlusconi, in questo caso) di potersi difendere dal nulla e di tirare addosso oggi alla magistratura, domani all'opposizione, dopodomani chissà a chi. "Stranezze" di chi ha un evidente conflitto di interessi mediatico.


Riflettete un attimo su questa situazione: supponiate di disporre di una certa stima tra il vostro vicinato, e di voler screditare a mezzo stampa un vostro vicino, avendo a disposizione un megafono, dei manifesti, per poi "bombardare" il quartiere e gettare in cattiva luce il pover'uomo. Potreste seguire due strade ben precise:

- prendete il megafono ed iniziate ad urlare "il mio vicino puzza", appiccicate manifesti a tema sui muri... può essere che qualcuno vi seguirà, può essere che la maggior parte delle persone di buon senso che abitano il vostro quartiere non vi crederà, sostenendo il vicino tirato in ballo dal nulla. Autogol, nella maggior parte dei casi.

- prendete il megafono, datelo a vostro figlio, vostro zio, vostro cognato, invitandoli ad urlare "il vicino di Tizio dice che Tizio puzza, ma voi sapete che Tizio si lava ogni giorno, che Tizio è una persona pulita ecc", facendo quindi leva sul vostro prestigio personale... tutti i vicini si schiereranno dalla vostra parte, ed il vostro innocente vicino non sarà visto sotto una buona luce quando dirà la sua verità: "no, non l'ho mai detto", senza megafoni o manifesti. Gol.

In soldoni, Berlusconi ha deciso di comportarsi così: affida ai suoi mezzi di comunicazione il compito di screditare il malcapitato di turno (ieri il giudice Mesiano, oggi la procura di Firenze) o ridicolizzandolo, o mettendogli in bocca parole che mettano in cattiva luce il Premier, il quale si sentirà in dovere di ribattere, difendersi ed attaccare a testa bassa, come ha fatto ieri.

Non mi sembra che questo sia un comportamento degno di una Paese civile: forse nelle peggiori dittature comuniste, o negli stati tenuti in piedi dai narcos si assiste a spettacoli simili.

Tirato in ballo sul tema mafia, Berlusconi ha poi dichiarato che strozzerebbe volentieri gli autori che scrivono libri sulla mafia, causando, secondo il Berlusconi-pensiero, imbarazzo alla Sicilia e alla Nazione intera.

Non possiamo continuare a tenere la polvere sotto il tappeto per sempre, non possiamo permetterci di intimidire chi quotidianamente denuncia il malcostume diffuso, la "cultura mafiosa", non tanto la mafia in sè (di quella se ne devono occupare i giudici, se rimangono in vita).

Ogni volta che cerchiamo di mettere la testa sotto la sabbia, ammazziamo di nuovo i vari Falcone, Borsellino, e tutte le vittime che hanno cercato di far emergere questa realtà.

E chi ha ucciso la prima volta Falcone, Borsellino e tutti gli altri? I mafiosi.

E come dobbiamo definirci noi se li uccidiamo un'altra volta?

Comunque, qui trovate una bibliografia parziale sulla letteratura di mafia: tutta gente a cui Berlusconi metterebbe volentieri le mani al collo.

sabato 28 novembre 2009

Minacce di Stato

Ho un'abitudine. Considerando i tempi, questa abitudine potrebbe essere considerata bolscevica e criminale: mi informo. Devo dire che ogni giorno, leggendo sui vari giornali, trovo sempre un nuovo significato della parola "schifo", un po' per le notizie, quando ci sono, e un po' per il modo di dare le "notizie". Qualche giorno fa, seguendo una rassegna stampa, ho avuto modo di notare questa prima pagina de "Il Giornale" con riferimento a questo titolo:


Vediamo se ho letto bene: "La guerra civile si può evitare solo con la riforma della Giustizia"
La guerra civile? Se non fossi impegnato a schifarmi sarei morto dalle risate...
Ma la guerra civile non implica una mobilitazione delle masse? Non implica la lotta armata?
E cosa centra la riforma della Giustizia con la guerra civile?
Mi sono meravigliato. Sembra quasi che si sprechino ancora a cercare delle giustificazioni sociali alle  manovre necessarie alla sopravvivenza di Berlusconi. Come se i berlusconiani avessero le capacità intellettive per capire che il processo breve serve solo a Berlusconi (oltre che a cestinare tanti altri processi)...
Se gli italiani, non tutti ma almeno una buona parte, avessero coscienza della reale situazione in cui si trova il paese saremmo già arrivati alla guerra civile già da molto tempo. Il problema più grande è proprio quello: la gente non ha coscienza...e allora perché inventarsi favole sulla guerra civile per giustificare il tutto???

Effe5

LA CASSINA INTEGRAZIONCINA

Il signor Rossi, italico (meglio se padano) da generazioni, senza nessuna commistione con sangue che sia nato a Sud del Po, è un onesto lavoratore, un operaio di una "fabrichèta" del nordest. Fa il suo dovere, timbra il cartellino, compie la sua turnazione, si riposa nella sua pausa pranzo. Torna a casa, trova una moglie, dei figli: un quadretto di vita "standard", che va avanti tra alti e bassi, un esempio come tanti in Italia. I figli vanno a scuola, si cerca di pianificare le vacanze, alcuni extra.

Un brutto giorno, la "fabrichèta" mette alcuni operai in mobilità, poi in Cassa Integrazione: il povero signor Rossi avrà diritto a massimo 800 euro circa al mese per un anno, poi si vedrà. Un dramma serio per tante famiglie italiane.

Ora, nella stessa azienda lavora Ahmed, un immigrato tunisino residente da 20 anni in Italia: anche lui fa suo dovere, timbra il cartellino, compie la sua turnazione, si riposa nella sua pausa pranzo. Torna a casa, anche lui trova una moglie, dei figli che vanno regolarmente a scuola, anche lui cerca di pianificare le vacanze, alcuni extra.

Un brutto giorno, anche Ahmed si ritrova in Cassa Integrazione: anche per lui pochi euro al mese, per un anno.

Vi sembra scontato? Mica tanto... in Italia c'è chi ha avuto il coraggio barbaro di proporre, ieri, tramite un emendamento alla finanziaria, la CIG dimezzata per gli immigrati, in nome di un malato "senso di tutela" verso i lavoratori italiani. "Diamo di più agli italici, e se gli stranieri non si trovano bene, che tornino a casa loro": queste sono, più o meno, le parole proferite dal genio della Camera Maurizio Fugatti, brillante esperto di sociologia/diritto del lavoro/economia in forza alla Lega Nord. L'immigrato lavora la metà/vive la metà/mangia la metà di un operaio italiano?
La Carfagna tenta una difesa: "è una provocazione"... non so se sia giusto ridere o piangere di fronte all'imbecillità di questa affermazione, rilasciata da un Ministro dello Stato, personalmente non mi sento di commentare, pena la chiusura del blog.
Opposizione, sindacati, la CEI, le persone di buon senso ovviamente ritengono "aberrante, xenofoba e razzista" la proposta leghista, prontamente ritirata stamattina, con la seguente motivazione (mi sono permesso di fare il sunto del discorso):
"sono ancora convinto delle mie idee, ma viste le rimostranze del ministro Sacconi, ritiro l'emendamento per non creare (altre, ndr) tensioni nella maggioranza".

La CIG dimezzata, così come i respingimenti, le ronde, l'equiparazione del reato di immigrazione clandestina ai reati di mafia nel recente DDL sul processo breve: ecco il prezzo da pagare per avere la Lega accomodata in Parlamento. Ahmed credeva di avere gli stessi diritti del signor Rossi, ma, oltre al pregiudizio, deve anche lottare contro leggi inique e che vanno contro, oltre al buon senso, anche alle leggi che regolano il mercato del lavoro ed i diritti civili.
Forse è davvero meglio, per lui, cambiare aria... e anche per noi.